VATICANO, VIA LIBERA DI PAPA FRANCESCO PER LA CANONIZZAZIONE DI MADRE TERESA DI CALCUTTA La cerimonia si terrà il 4 settembre 2016 in piazza San Pietro e sarà uno degli eventi principali del Giubileo

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Papa Francesco ha ratificato, nel giorno del suo compleanno, il riconoscimento del miracolo di Madre Teresa di Calcutta, l’ultimo passo prima della canonizzazione. La proclamazione della santità dell'”apostola degli ultimi” dovrebbe avvenire il 4 settembre 2016, e sarà considerato come uno degli eventi maggiori del Giubileo straordinario della Misericordia. Pochi giorni fa c’era stato il voto unanime della Congregazione delle Cause dei Santi chiamata a pronunciarsi sul caso del trentacinquenne brasiliano guarito all’istante e in modo scientificamente inspiegabile, nel 2008, quand’era ormai in fin di vita sul tavolo operatorio, da una patologia mortale al cervello mentre la moglie implorava l’intercessione della religiosa.

L’approvazione del decreto da parte del Pontefice rappresenta l’ultimo gradino della fase romana del processo sul miracolo, iniziato nel giugno di quest’anno nella Diocesi di Santos, in Brasile, e che porterà la Beata agli onori degli altari. La data della canonizzazione verrà ufficializzata nel prossimo Concistoro di febbraio. Madre Teresa di Calcutta, nata a Skopje nel 1910 e morta a Calcutta nel 1997, è la fondatrice della Congregazione religiosa delle Missionarie della Carità; fu premiata nel 1979 con il Nobel per la pace. Ebbe una deroga speciale di Papa Giovanni Paolo II per aprire il processo di beatificazione a soli due anni dal decesso.

La procedura si concluse nell’estate del 2003 e la cerimonia di canonizzazione avvenne il 19 ottobre di quello stesso anno. L’Arcidiocesi di Calcutta aprì già nel 2005 il processo per la canonizzazione. Durante il viaggio del settembre 2014 a Tirana, Papa Francesco aveva raccontato il suo incontro con Madre Teresa di Calcutta al Sinodo del 1994. Era una donna che non si lasciava impressionare, “diceva sempre quello che voleva dire”, aveva confidato Francesco al sacerdote che gli faceva da interprete durante il viaggio in Albania. Bergoglio aveva detto che “era seduta proprio dietro di me durante i lavori. Ho ammirato la sua forza, la decisione dei suoi interventi, senza lasciarsi impressionare dall’assemblea dei vescovi. Avrei avuto paura se fosse stata la mia superiora!”.

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