UNA PORTA SANTA TRA LE CORSIE DELL’OSPEDALE

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Lo ha riempito di baci sulla fronte tenendolo delicatamente tra le braccia, amorevole come può esserlo un papà; accanto a lui la mamma, colei che ha fortemente voluto battezzarlo. Per Lapo è stato un giorno speciale, entrare ufficialmente nella comunità cristiana passando per la Porta Santa. L’occasione è stata quella dell’apertura presso l’ospedale Bambino Gesù di Palidoro, alle porte di Roma. Un appuntamento speciale per un bambino che sta lottando con una malattia che lo costringe su una carrozzina. Fino a pochi mesi fa gattonava tranquillamente sul lettone dei genitori, pur avendo avuto dei problemi già alla nascita, poi l’improvviso aggravarsi della situazione, la peregrinazione per gli ospedali di tutta Italia (Firenze, Genova, e infine Roma), e ora la decisione dei genitori di aggiungere la preghiera e il battesimo, impartito dal vescovo monsignor Gino Reali, all’opera dei medici.

“Lapo è nato con una ‘macchia scura’ alla laringe – racconta la mamma – e i dottori pensavano fosse un tumore. Così, a soli 5 giorni, hanno effettuato su di lui una tracheotomia. Poco dopo si è scoperto che non era un tumore ma un ematoma, che nessuno ancora oggi ha capito come possa essersi formato”. L’operazione però ha portato problemi al piccolo: non deglutiva, e aveva diverse difficoltà per alimentarsi. Poi nuovi interventi, fino a trovare una soluzione accettabile. “Lapo comunque, nonostante il problema, stava bene. Giocava, gattonava, era un bambino come tutti gli altri, a parte le medicazioni. Questo fino alla fine della scorsa estate. Poi l’improvviso peggioramento delle cose, uno squilibrio elettrolitico che ha provocato problemi neurologici”.

Non c’è rabbia nelle parole di Clarissa, lei e suo marito Cristiano hanno accettato la situazione confidando nei dottori e nel Signore. “Cerchiamo di stare vicino al nostro bambino, lo amiamo, proviamo a farlo guarire. Vista la situazione abbiamo cercato di battezzarlo in ospedale, perché volevamo che così fosse, ma mai avremmo pensato alla contemporaneità con la Porta Santa e alla benedizione del vescovo.

“Dobbiamo ringraziare tutta l’equipe, splendida; amorevole, competente e disponibile. Dal primario agli infermieri, dai dottori alla terapista. In una situazione difficile, è comunque una luce sapere che esistono persone così”.

Per poter celebrare il sacramento c’è stato bisogno di un permesso speciale del primario: Lapo infatti è immunodepresso, e la vicinanza con la folla che ha assistito alla cerimonia poteva rappresentare un pericolo. Ma mamma e papà non volevano perdere questa occasione di incontro con il Signore “per Lapo, innanzitutto”, dicono.

La preparazione della celebrazione di apertura della Porta Santa, animata dal cappellano don Felice Riva, ha coinvolto tanti bambini ricoverati nell’Ospedale Pediatrico di Palidoro. Con l’aiuto delle educatrici della ludoteca “Castello dei Sogni”, delle maestre della Scuola in Ospedale e di una mamma dall’estro artistico, i piccoli pazienti si sono impegnati nella realizzazione dei tre grandi quadri benedetti durante la Santa Messa officiata dal vescovo Gino Reali. Le tele raffigurano scene di misericordia: il figliol prodigo, la pecorella smarrita e il buon samaritano.

Dedicati al tema della misericordia anche i pensieri scritti dai bambini e dai loro genitori raccolti nella bacheca affissa in cappella. «Ne combino tante, litigo sempre con il mio amichetto, poi facciamo pace con l’aiuto di Dio» scrive Giulio, 8 anni. Ginevra, 12 anni, rivolge il suo pensiero alle persone che arrivano in Italia lasciando la loro terra di origine: «Sei di un altro Paese, ma sei mio fratello e io ti accolgo e ti aiuto».

Segno della vocazione dell’Ospedale è il logo in legno realizzato da un medico, che resterà appeso alla Porta della cappella per ricordare l’accoglienza senza confini verso ogni bambino che soffre. Una porta che si apre verso la speranza, unisce le genti. Un segno tangibile del Giubileo voluto da Francesco, e uno schiaffo a chi fa del dolore altrui l’espressione del proprio odio.

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Giornalista professionista, sposato, padre di due figli. Già Direttore di 9 quotidiani locali del Gruppo editoriale Nuovo Oggi, direttore delle Edizioni provinciali del Tempo, direttore del quotidiano Il Faro on line, caporedattore Ufficio centrale de Il Tempo, caporedattore de La Notizia

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