Un poliziotto per amico

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Nella definizione degli interventi sul Dipartimento della Pubblica Sicurezza e delle Forze di Polizia si è partiti dalla constatazione che in questi anni è cambiata la percezione della sicurezza da parte della collettività: i cittadini invocano controlli più efficaci, soprattutto nei luoghi affollati e sui mezzi di trasporto pubblico e reputano di grande utilità sia le iniziative che instaurano un contatto diretto tra agenti e popolazione sia gli interventi che riguardano aree non penalmente rilevanti ma ugualmente suscettibili di intaccare la serenità della convivenza, come ad es. il comportamento arrogante tenuto da un automobilista nei confronti di una donna anziana e qualsiasi altra condotta incivile.

Alla modifica della percezione di sicurezza anche per via dell’inarrestabile ondata di migranti irregolari che sbarcano sul continente europeo, ha fatto riscontro una modifica della visione del poliziotto: prima questi era considerato un baluardo dello Stato contro la criminalità, ed era anche ritenuto distante dal cittadino. Lo sforzo organizzativo intrapreso è stato quello di incidere positivamente sulla percezione della sicurezza, avvicinando la popolazione alle istituzioni e semplificando il modello di comunicazione. Si afferma, dunque, la figura del poliziotto amico, polivalente, responsabile in prima persona del territorio dove opera, rassicurante poiché ben disposto al contatto diretto, capace di farsi carico dei problemi dei cittadini e di fornire risposte tempestive ed adeguate.

Inoltre, le “volanti” di quartiere, la casella vocale per le informazioni e il sistema di raccolta delle denunce a domicilio per i disabili e gli anziani, gli uffici mobili di polizia, sono alcune delle iniziative elaborate nel tempo dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza proprio con l’obiettivo di favorire la partecipazione delle attività affidate ai poliziotti alla vita sociale. La collaborazione viene richiesta anche alle autonomie locali che, devono integrare ed essere al fianco degli apparati di sicurezza. Costituisce politica della sicurezza anche il recupero del degrado urbano o la maggiore illuminazione di una strada o ancora la realizzazione di un marciapiede, la previsione di una fermata aggiuntiva dell’autobus: queste sono realtà demandate agli enti locali e questo è il senso dell’espressione “sicurezza partecipata”.

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