LIBIA, SVOLTA VERSO LA PACE: SIGLATO L’ACCORDO ONU

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firma libia

La Libia compie il primo passo in avanti verso la pace dopo 4 anni guerra e terrore. A Skhirat, in Marocco, è stato, infatti, siglato l’accordo di riconciliazione per la nascita di un governo unitario guidato dal premier Faiz al Siraj. Si chiude, quindi, la parentesi che ha visto il Paese diviso a metà tra Tobruk (fino a oggi unico parlamento riconosciuto dalla comunità internazionale) e Tripoli, guidata dagli islamisti. Premiata l’attività di mediazione dell’Onu che con i suoi due inviati, Bernardino Leon prima e Martin Kobler poi, ha lavorato instancabilmente per raggiungere un obiettivo difficile. Nemmeno nei momenti più duri la diplomazia internazionale si è fermata. L’ultimo si è verificato una decina di giorni fa quando a Tunisi si erano incontrati i delegati dei due governi con l’intenzione di arrivare a dama fuori dall’egida delle Nazioni Unite. Ipotesi che il Palazzo di Vetro ha subito scongiurato.

La cerimonia è stata aperta dal ministro degli Esteri marocchino Salahudin Mezouar, ed ha visto gli interventi di tre politici libici, i più rappresentativi presenti in sala, e a seguire quella dei ministri degli Esteri dei Paesi presenti. La Libia si trova oggi con l’accordo di riconciliazione nazionale “davanti ad una fase storica per il paese – ha commentato Saleh Makhzoum, vicepresidente del Congresso nazionale libico di Tripoli – con questo accordo vogliamo salvare la Libia dalla distruzione, ma chiediamo al tempo stesso di assistere la maggioranza silenziosa del paese che soffre. Nessuno poteva volere che la Libia continuasse su questa strada, con i terroristi che occupano Sirte. Stiamo costruendo una tappa importante della rivoluzione libica e della sua storia, anche se sappiamo che il documento di intesa che stiamo firmando oggi non è quello che avremmo voluto”.

La fumata bianca è arrivata dopo un’ora di convulse trattative sui nomi da inserire come vicepremier. Alla fine i delegati hanno deciso di escludere Saleh Makhzoum e al suo posto è stato inserito Ahmed Hamza. Gli altri vicepremier sono Ali al Qatarani per la Cirenaica e Ali Qanji per la Tripolitania. L’intesa prevede la formazione di un governo di unità nazionale, guidato da un primo ministro e da tre vicepremier (rappresentativi della Tripolitania, del Fezzan e della Cirenaica) con diritto di veto che formeranno il cuore di un Consiglio di presidenza allargato ad altri ministri, scelti dal futuro parlamento.

Quello di oggi “è un giorno storico per la Libia perché si volta pagina rispetto al passato – ha affermato Kobler – avete superato gli interessi personali e trovato un accordo con cui date vita a delle istituzioni unite e legittime libiche, che sono alla base per la stabilità del Paese”. L’inviato Onu si è detto anche “contento di vedere tante donne venute qui dalla Libia”. Il diplomatico tedesco ha aggiunto che “il ricorso alle armi e alla violenza ha dimostrato che non porta a nessun risultato politico”. Tra le sfide davanti al nuovo governo, per l’inviato dell’Onu, ci sara’ “quella di combattere il terrorismo, porre fine alla guerra a Bengasi e avviare interventi umanitari urgenti”.

Secondo il ministro degli Esteri italiano “questo è solo il primo passo, ma come per la vita dell’uomo il primo passo è la base di tutto. Oggi è davvero il giorno della speranza. La nuova leadership libica si è assunta una grande responsabilità e sono molto orgoglioso di essere qui con voi ora. Siamo al fianco di tutti i libici che sono d’accordo. Dobbiamo salvaguardare l’unità della Libia e la sua integrità. Dobbiamo garantire la presenza di istituzioni fattive al servizio del popolo”. Gentiloni ha aggiunto che “la Comunità internazionale ha firmato un accordo a Roma che non è solo un pezzo di carta, ma un impegno per aiutare e sostenere la Libia e il suo processo di riconciliazione nazionale. Non sono solo parole ma impegni reali firmati dai rappresentanti di 28 paesi. L’Italia è pronta a dare il suo contributo sulla base di quanto chiederà la nuova leadership libica. Come ha detto Martin Kobler, che ringrazio per lo sforzo profuso dall’Onu in quest’anno, questo e’ solo primo passo, ma come per la vita dell’uomo il primo passo è la base di tutto”.

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