PUTIN MINACCIA LA TURCHIA: “ORA PROVATE A VIOLARE LO SPAZIO AEREO DELLA SIRIA” Durante l'undicesima conferenza annuale il presidente russo ha anche sottolineato l'inutilità della coalizione saudita visto che c'è già quella a guida Usa

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Si è tenuta oggi la consueta conferenza stampa di fine di Vladimir Putin, che per l’undicesimo anno consecutivo si ritrova a fare il bilancio dell’anno appena passato. Ad ascoltare il titolare del Cremlino ben 1.392 giornalisti accreditati e dirette tv da mezzo mondo, ma Putin ha accettato solo una domanda dai giornalisti occidentali. Esplicite minacce alla Turchia, la posizione russa sul futuro ruolo di Bashar Al-Assad e, infine, anche dei complimenti per Donald Trump sono stati i temi centrali della conferenza.

Dopo aver ricordato che Mosca ha rafforzato la sua presenza in Siria, schierando sistemi di difesa aerea S-400, Putin ha lanciato un pesante avvertimento ad Ankara: “Ora i turchi provino a entrare nello spazio aereo siriano… Se prima l’aviazione turca violava lo spazio aereo in Siria, provino a volare ora”, ha avvertito il capo del Cremlino. Una chiara risposta all’abbattimento del caccia Sukhoi, “un atto ostile”, lo ha definito Putin, con cui forse Ankara pensava di ingraziarsi gli Usa: “Se qualcuno nella leadership turca ha deciso di compiacere gli americani, non so se hanno fatto una cosa giusta o no. Non so assolutamente se questo serva agli americani o meno”. Con le attuali autorità turche la Russia non si vede una “speranza di trovare un accordo”, ha spiegato il capo del Cremlino.

Putin ha poi assicurato che il piano di Mosca per risolvere la crisi siriana “nei punti chiave coincide” con quello Usa e ha ricordato che si tratta di lavorare insieme sulla Costituzione, sulla formazione di un sistema di controllo delle elezioni, sulle elezioni stesse e sul riconoscimento del loro risultato. Ma sul futuro di Bashar al-Assad la posizione russa “non è cambiata”. Putin ha poi assicurato pieno sostegno all’iniziativa Usa per una risoluzione da presentare al Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Sulla lotta all’Isis, pollice verso la nuova coalizione a guida saudita: “A che serve, se vi è già quella a guida Usa? Forse hanno contrasti interni tra loro?”, ha chiesto il leader russo, ribadendo la necessità, a livello internazionale, di “unire le forze contro le organizzazioni terroristiche comunque esse si chiamino e qualunque slogan usino”. Poi ha punto di nuovo Ankara dicendo che Isis “difende il commercio illegale di petrolio e gli eventuali interessi economici di parti terze nella regione mediorientale”.

Putin è intervenuto anche sulle elezioni americane del prossimo anno, schierandosi apertamente con Donald Trump: “E’ un leader assoluto” ed è il “benvenuto” perché “dice che vuole portare a un livello più profondo i rapporti con la Russia”. Putin ha comunque assicurato che Mosca collaborerà “con qualsiasi presidente gli americani sceglieranno”. Sulla crisi ucraina, il presidente russo ha assicurato che non intende varare sanzioni contro Kiev, ma per la prima volta ha ammesso la presenza di russi nel Donbass con “compiti nella sfera militare”. Infine, il calcio: “Nessuna pressione russa sulla Fifa per ottenere i mondiali di calcio del 2018”.

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