MAXI SEQUESTRO AL CLAN DEI CASALESI: CONFISCATI BENI PER OLTRE 6 MILIONI DI EURO Gli agenti della Dia hanno eseguito tre diversi provvedimenti, due dei quali definitivi

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Il centro operativo della Dia di Napoli ha inferto un duro colpo al tesoro dei Casalesi. nella mattinata gli agenti hanno sequestrato oltre 6 milioni di euro al clan mafioso, eseguendo tre distinti provvedimenti di confisca dei beni – due dei quali definitivi – emessi dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Il primo provvedimento riguarda la confisca definitiva penale di numerosi beni fittiziamente intestati a terze persone, ma comunque nella disponibilità di soggetti apicali del clan dei casalesi, fazione Bidognetti. Tali beni erano già stati sottoposti a sequestro preventivo nel mese di giugno del 2009, all’esito di indagini dirette dalla Procura della Repubblica di Napoli – Direzione Distrettuale Antimafia, che facevano emergere come Francesco Bidognetti, alias “Cicciotto e Mezzanotte”, era stato per anni la mente economica della consorteria criminale, reinvestendo i proventi delle attività illecite dell’organizzazione in tenute agricole, masserie e lussuosi appartamenti, intestati a prestanome incensurati.

Il secondo provvedimento riguarda la confisca definitiva di prevenzione verso alcuni beni nella disponibilità di Venezinao Rocco, detto Romolo, geometra e imprenditore edile sessantaduenne di Casal di Principe (CE), riconosciuto punto di riferimento per la gestione degli interessi economici del clan dei casalesi, fazione Bidognetti. Il terzo provvedimento riguarda la confisca operata nei confronti di Francesco Lampo, imprenditore edile cinquantunenne di Trentola Ducenta (CE), ritenuto, almeno fino agli inizi del 2000, organico al clan dei Casalesi, fazione Zagaria, particolarmente attivo nella riscossione di tangenti e reinvestimento dei proventi illeciti. I beni raggiunti dal decreto di confisca, erano già stati sottoposti a sequestro nel dicembre 2013.

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