UDIENZA A SAN PIETRO, BERGOGLIO: “IL GIUBILEO E’ IN TUTTO IL MONDO, NON SOLO A ROMA” Francesco ha poi ricollegato il Giubileo alla conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II e alla comunione ecclesiale

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“Il Giubileo è in tutto il mondo, non soltanto a Roma” ha esordito Papa Francesco durante la consueta udienza generale in Piazza San Pietro del mercoledì. Ripercorrendo l’apertura della Porta Santa nella Cattedrale di Roma e nella Basilica di San Giovanni in Laterano, ha aggiunto: “Si è aperta una Porta della Misericordia nella Cattedrale di ogni diocesi del mondo, anche nei santuari e nelle chiese in cui i vescovi hanno detto di farlo”. “Ho desiderato che questo segno della Porta Santa fosse presente in ogni Chiesa particolare, perché il Giubileo della Misericordia possa diventare un’esperienza condivisa da ogni persona. L’Anno Santo, in questo modo, ha preso il via in tutta la Chiesa .. Possa questa comunione ecclesiale diventare sempre più intensa, perché la Chiesa sia nel mondo il segno vivo dell’amore e della misericordia del Padre”

Francesco ha poi ricollegato il Giubileo alla conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II e alla comunione ecclesiale. “In effetti – ha spiegato – il Concilio ha contemplato e presentato la Chiesa alla luce del mistero della comunione. Sparsa in tutto il mondo e articolata in tante Chiese particolari, è però sempre e solo l’unica Chiesa di Gesù Cristo … La Chiesa ‘una’ che vive della comunione stessa di Dio. Questo mistero di comunione rende la Chiesa segno dell’amore del Padre…un Amore senza fine, che ha il volto del perdono e della misericordia”.

La misericordia e il perdono non devono però rimanere solo parole, ma realizzarsi nella vita quotidiana perché amare e perdonare sono “il segno concreto e visibile che la fede ha trasformato i nostri cuori e ci consente di esprimere in noi la vita stessa di Dio”. Amare e perdonare, dunque, come Dio ama e perdona. Come Gesù, che non è venuto per giudicare, ma per salvare: “Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvato; entrerà e uscirà e troverà pascolo” dice il Signore.

A braccio il Santo Padre ha aggiunto: “State attenti, eh? che non ci sia qualcuno un po’ svelto o troppo furbo che vi dica che si deve pagare: no! La salvezza non si paga. La salvezza non si compra. La Porta è Gesù, e Gesù è gratis! E la Porto, Lui stesso, abbiamo sentito, che parla di quelli che fanno entrare non come si deve, e semplicemente dice che sono ladri e briganti. Ancora, state attenti: la salvezza è gratis”.

La Porta Santa deve diventare simbolo del cuore umano che lascia passare così che attraversare la Porta Santa diventi “segno di una vera conversione del nostro cuore”: “Quando attraversiamo quella Porta è bene ricordare che dobbiamo tenere spalancata anche la porta del nostro cuore. .. Non avrebbe molta efficacia l’Anno Santo se la porta del nostro cuore non lasciasse passare Cristo che ci spinge ad andare verso gli altri, per portare Lui e il suo amore”. Senza escludere nessuno, neppure “quello o quella che mi dà fastidio”.

Non poteva mancare il richiamo all’importanza della confessione perché “Accostarsi al Sacramento con il quale veniamo riconciliati con Dio equivale a fare esperienza diretta della sua misericordia. E’ trovare il Padre che perdona”. E ancora a braccio ha aggiunto: “Dice di più: che quanto riconosciamo i nostri peccati e chiediamo perdono c’è festa nel Cielo: Gesù fa festa. Eh, questa è la Sua misericordia: non scoraggiamoci. Avanti, avanti con questo!”.

Non è però facile perdonare, specie quando si tratta di torti gravi. “Ma come si può chiedere a Dio di perdonare noi, se poi noi non siamo capaci di perdono?”. “Non è facile perdonare – spiega – perché il nostro cuore è povero e con le sue sole forze non ce la può fare. Se però ci apriamo ad accogliere la misericordia di Dio per noi, a nostra volta diventiamo capaci di perdono”. E a braccio: “E anche tante volte io ho sentito dire: ‘Ma, a quella persona io non la potevo vedere: la odiavo. Ma un giorno, mi sono avvicinato al Signore e gli ho chiesto perdono dei miei peccati, e anche ho perdonato quella persona’. Queste sono cose di tutti i giorni. E abbiamo vicino a noi questa possibilità”. Quindi, ha concluso così la catechesi in italiano: “Pertanto, coraggio! Viviamo il Giubileo iniziando con questi segni che comportano una grande forza di amore. Il Signore ci accompagnerà per condurci a fare esperienza di altri segni importanti per la nostra vita. Coraggio e avanti!”.

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