COPPA ITALIA: IMPRESA DELL’ALESSANDRIA, FUORI IL GENOA Era dal 1984 che una squadra di terza categoria non raggiungeva i quarti del torneo tricolore

396

La Coppa Italia riserva sempre grandi emozioni. E l’Alessandria riesce a compiere un’impresa storica: dal 1984 una squadra di Lega Pro non raggiungeva i quarti del torneo tricolore. La squadra di Gregucci prima ha battuto il Palermo, poi ha centrato il clamoroso bis vincendo al Ferraris contro un Genoa riuscito a rimettere in parità la gara con Pavoletti (in extremis dopo il gol in avvio di ripresa di Marras), ma poi costretto a soccombere sul contropiede di Bocalon nel secondo tempo supplementare.

E’ stata una festa per l’Alessandria già prima dell’inizio del match: ventuno pullman, decine di auto private, un esodo di oltre duemila tifosi in festa, forti anche del solido gemellaggio con il Grifone. Gasperini ha fatto le prove generali del possibile Genoa da schierare contro il derby, quello con la coppia assolutamente inedita Pavoletti-Pandev. Ma la squadra ha palesato ancora molti problemi, nonostante questa partita sia stata quella che ha consacrato Gianmarco Vannucchi, protagonista assoluto del successo dei grigi, costretti a giocare in inferiorità numerica i supplementari a causa dell’infortunio di Manfrin a cambi finiti.

Gli ospiti si erano presentati con un diagonale di Marras a lato dopo 44 secondi dal via, e poi hanno sfruttato il contropiede e qualche errore dei padroni di casa. Una triangolazione Nicco-Iunco è stata parata da Lamanna al 25’, anche se la migliore occasione nella prima frazione di gioco è capitata sul piede di Pavoletti (40’), ma Vannucchi è stato bravissimo a respingere. Nella ripresa, i rossoblù inseguono, poi l’apoteosi dell’Alessandria nei supplementari. Unica nota stonata uno striscione polemico contro Gasperini degli ultrà (“Gasperini taci e allena”) a conferma di una tensione latente nella tifoseria, che ha poi lanciato al tecnico alcuni cori ostili.
Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS