WATER-LEAKS

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ALDO BUONAIUTO

Leak significa “trapelare” e quindi “fuga di notizie”, divulgare, dispersione, e tale termine è’ ormai stato associato a rivelazioni esclusive in grado di destabilizzare i più grandi sistemi del mondo. Ancora risuona il primo scandalo di Vatileaks con la storia del corvo impossessatosi dei documenti di Papa Benedetto. Una vergogna senza precedenti abbinata alla macchina del fango attivata da certi media che possono sopravvivere solo gettando fetide notizie, spesso anche inventate e calunniose. Certo la Chiesa non è fatta di soli santi e questo lo sapevamo…

Nel frattempo è arrivata direttamente dalla fognatura del Vaticano la seconda puntata di una scadente telenovela. L’assalto dei giornalisti-pirana non si è fatto attendere, anzi nel ribollio dell’acqua si è creato un business. Come il demonio, così qualcuno ha inteso far credere di farlo per il bene delle anime e della Santa Chiesa. Sicuramente le sollecitazioni esterne, anche nei confronti delle gerarchie, quando si fanno in modo corretto e non per il proprio tornaconto, sono utili. Anche le persecuzioni hanno un senso nella storia del cristianesimo. Altra cosa è voler trasformare a tutti i costi il Vaticano in un water, dove chi sporca sono coloro che sarebbero invece chiamati a servire la Chiesa. Un inquietante esercito del male sempre più numeroso e aggressivo, come è risultato evidente negli ultimi anni.

Se è vero che le porte degli inferi non prevarranno, va anche ricordato ad ogni credente che il Signore ci chiederà conto di come abbiamo trattato il suo Corpo Mistico. Per i sedicenti cattolici è diventato uno sport infamare ogni giorno la figura del Pontefice, spargendo la zizzania della critica e del sospetto, ergendosi a giudici immersi nell’ignoranza.

Tutto questo è offuscato dal luminoso Giubileo straordinario voluto da Papa Francesco. Le innumerevoli Porte Sante che si aprono ovunque per la prima volta nella storia, sono certamente tra le più rivoluzionarie iniziative di Bergoglio. Nessuno si rende ancora conto della portata di questo avvenimento ecclesiale il quale spingerà il mondo cattolico a vivere ovunque l’Anno Santo. La Chiesa romana diventa più universale ma non per questo meno autorevole come qualcuno impropriamente teme.

Questo Giubileo dà spazio alle Chiese Particolari valorizzandole concretamente, amalgamando i vescovi al Vicario di Cristo, spingendoli, con i presbiteri e il popolo, a un coinvolgimento meraviglioso. Il centralismo esasperato di chi è ammalato di potere risulta così sconfitto. Uno shock anche per quella moltitudine di iettatori che speravano nel fallimento di questa iniziativa voluta dallo Spirito Santo.

Dopo l’apertura delle porte sante è il momento di aprire le porte del cuore, per vivere una conversione sincera. Lo sterco propagato dai seguaci del male dimentichiamolo… tirando lo sciacquone.

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4 COMMENTS

  1. Grazie per la condanna chiara, gridata a gran voce, di ciò che è male, purtroppo, anche nella Chiesa e nei suoi rappresentanti. Grazie, soprattutto, per la testimonianza che come uomo di Chiesa e credente traspare, anch’essa a gran voce

  2. Condivisibile solo in parte. Don Aldo i giornalisti non avranno più nulla da scrivere quando la Chiesa inizierà a fare sul serio e denunciare e tagliare il marcio al suo interno. Penso che Papa Francesco e tantissimi altri consacrati siano esemplari, ma come si fa a tollerare situazioni ambigue e al limite della decenza? Via tutto il marcio, via con ignominia e allora noi ritorneremo dentro le Chiese, che abbiamo abbandonato perchè non bastava più chiudere gli occhi e tapparsi il naso; lo schifo rischiava di farci abituare e ritenere che non ci fosse più il marcio (come chi vive suo malgrado nelle fogne e si abitua al cattivo odore, fino a non sentirlo più)

  3. Benissimo, però anche Papa Francesco dovrebbe astenersi dall’accusare genericamente il Clero di essere attaccato al denaro, al potere, ecc. e di chiamare rigidi e farisei i Vescovi che non la pensano come Lui.
    Così facendo denigra tutta la Chiesa, già così vilipesa e perseguitata. Egli, che ne è il capo, può intervenire come vuole se lo crede opportuno, usando un po’ più di misericordia che con i Francescani dell’Immacolata.

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