YEMEN, LA DENUNCIA DI AMNESTY: “LA COALIZIONE BOMBARDA LE SCUOLE” Nel rapporto divulgato dall'associazione umanitaria si chiede a tutti gli stati di sospendere l'invio di armamenti all'Arabia Saudita

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L’associazione umanitaria Amnesty International – nel nuovo rapporto sulla guerra in Yemen presentato venerdì 11 dicembre – si è appellata a tutti gli stati, anche all’Italia, perché si sospenda l’invio di armamenti all’Arabia Saudita accusata di aver compiuto una serie di attacchi contro scuole ancora in funzione nello Yemen, in violazione del diritto internazionale umanitario, pregiudicando in questo modo l’accesso all’istruzione a migliaia di bambine e bambini.

“La coalizione a guida saudita ha compiuto una serie di attacchi illegali contro scuole usate per fini educativi, non certo militari, in flagrante violazione delle leggi di guerra”, ha dichiarato Lama Fakih, alta consulente per le crisi di Amnesty International. «Le scuole hanno un ruolo centrale nella vita civile, significano uno spazio sicuro per i bambini. E invece i giovani studenti dello Yemen sono costretti a pagare il prezzo di questi attacchi. Sono i primi a patire un conflitto brutale e, nel lungo termine, hanno davanti a sé la prospettiva di un profondo cambiamento se non della fine del loro percorso educativo: un peso che rischiano di portare sulle spalle per tutta la vita», ha commentato Fakih.

Il rapporto di Amnesty International, frutto di una ricerca condotta sul campo, ha esaminato cinque attacchi aerei contro scuole yemenite lanciati tra agosto e ottobre del 2015, in cui sono stati uccisi cinque civili e ne sono stati feriti altri 14, tra cui quattro bambini. Sebbene le classi fossero vuote, gli attacchi hanno causato gravi danni interrompendo la frequenza scolastica di 6500 bambine e bambini nelle scuole dei governatorati di Hajjah, Hodeidah e Sana’a. In alcuni casi, quelle scuole erano le uniche della zona.

Sebbene in alcune occasioni le scuole dello Yemen in passato siano state usate per scopi militari dalle varie parti coinvolte nel conflitto, in tutti e cinque i casi esaminati nel rapporto Amnesty International non ha rinvenuto alcun resto di munizioni né alcuna prova di esplosioni secondarie o di altro genere che potessero indicare che la scuola veniva usata per scopi militari. In alcuni casi gli edifici scolastici sono stati colpiti più volte, a dimostrazione che erano gli obiettivi principali degli attacchi. «Attaccare volutamente scuole che non sono obiettivi militari e condurre attacchi diretti contro civili che non prendono parte alle ostilità costituiscono crimini di guerra», ha sottolineato Fakih.

Il rapporto di Amnesty International, inoltre, evidenzia l’urgente necessità che tutti gli stati che forniscono armi alla coalizione a guida saudita – tra cui Usa, Regno Unito e Italia – sospendano tutti i trasferimenti di armi che vengono usate per compiere violazioni del diritto internazionale umanitario. In particolare, dovrebbero essere sospesi i trasferimenti di bombe, aerei da combattimento, elicotteri da combattimento e le loro parti e componenti. Il mese scorso il dipartimento di Stato Usa ha approvato un trasferimento di armi all’Arabia Saudita per un valore di 1,29 miliardi di dollari, tra cui le bombe della serie Mark/Mk89, nonostante Amnesty International ne avesse documentato l’uso in attacchi aerei illegali che avevano ucciso decine di civili.

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