DIRITTI UMANI, LA RUSSIA SNOBBA L’EUROPA Il titolare del Cremlino ha firmato oggi una legge che consente alla Corte Costituzionale russa di decidere se applicare o meno le sentenze della Cedu

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Una legge che concede il diritto alla corte Costituzionale russa di stabilire se applicare o meno le sentenze di istituzioni sovranazionali in materia di diritti umani e civili – in questo caso specifico la Cedu, Corte europea dei diritti umani – è stata firmata quest’oggi dal presidente russo Vladimir Putin. A riferirlo sono i media di stato, che hanno spiegato che la normativa, approvata dalla Duma, dà al tribunale russo l’autorità di respingere le decisioni straniere che contraddicono la Costituzione.

L’anno scorso la Corte europea dei diritti dell’uomo, con sede a Strasburgo, in Francia, aveva ordinato alla Russia di pagare quasi 2 miliardi di euro di risarcimento agli ex azionisti della compagnia Yukos, il maggior gruppo petrolifero controllato da investitori privati, sciolto dalle autorità russe nel 2003, dopo che l’amministratore delegato e maggiore azionista della società, l’oligarca Mikhail Khodorkovsky, venne giudicato colpevole di evasione fiscale.

In quanto firmataria della Convenzione europea dei diritti dell’uomo nel 1998, la Russia è obbligata a rispettare le sentenze della Corte europea dei diritti dell’uomo. Ma la nuova legge, considerata un modo per evitare di dover pagare il risarcimento, potrebbe ridurre la credibilità del paese negli accordi internazionali.

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