IRAQ: SCIA DI ATTACCHI KAMIKAZE A RAMADI, ALMENO 65 MORTI Colpite le truppe governative che stanno riconquistando la città, ancora nelle mani del Daesh

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kamikaze ramadi

Il copione non cambia: l’Isis sconfitto lascia dietro di sé una scia di cadaveri. E’ successo in diverse città prima controllate dalle milizie nere e poi riconquistate dai rispettivi governi nazionali. Ed è accaduto anche a Ramadi, situata a una manciata di chilometri da Baghdad, diventato punto strategico del Califfato in Iraq. Mentre le truppe cercavano di riprendere il possesso del centro urbano (secondo le ultime informazioni solo 4 isolati sarebbero ancora in mano al Daesh) almeno 12 attentatori suicidi sono entrati in azione, causando almeno 65 morti, la maggior parte tra i soldati iracheni. L’episodio più grave, stando all’emittente satellitare del Qatar, è avvenuto a Tall Shahida, dove almeno 30 persone sono rimaste vittima dell’esplosione di quattro autobomba.

Nelle ultime ore l’avanzata dei militari aveva subito un rallentamento. Tramite un comunicato stampa, Sabah Numan, portavoce dell’antiterrorismo, aveva, in ogni caso, affermato che tutto stava procedendo come pianificato. “Le nostre forze armate si stanno preparando ad iniziare la battagli decisiva per la liberazione di Ramadi” aveva detto. Nel documento si specificava che per il momento l’obiettivo di liberare completamente la zona sudoccidentale della città è stato raggiunto.

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