LA PACE SI CONQUISTA VINCENDO L’INDIFFERENZA Il Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace 2016

474
  • English

“Vinci l’indifferenza e conquista la pace” è il tema scelto da Papa Francesco per la 49ma Giornata mondiale della Pace, che si celebra il primo gennaio.

Tante volte, Papa Francesco, è intervenuto, nel suo pontificato, sul tema della globalizzazione dell’indifferenza e la cultura dello scarto che caratterizzano la società contemporanea, il cui rimedio è la globalizzazione della fraternità, per fondare un nuovo umanesimo, di pace.

“Dio non è indifferente! A Dio importa dell’umanità, Dio non l’abbandona!”: inizia così, Il Messaggio del Santo Padre. E già contiene una indicazione di vita per i cristiani, affinché siano costruttori di pace: vincere l’individualismo, non lasciare solo, non abbandonare il fratello in difficoltà. La pace, infatti, è “dono di Dio, ma affidato a tutti gli uomini e a tutte le donne, che sono chiamati a realizzarlo”.

È in atto una “terza guerra mondiale a pezzi”, scrive il Papa. L’umanità ha, però, la “capacità di agire insieme in solidarietà, nel riconoscimento della propria interconnessione e interdipendenza, avendo a cuore i membri più fragili e la salvaguardia del bene comune”. E “questo atteggiamento di corresponsabilità solidale è alla radice della vocazione fondamentale alla fratellanza e alla vita comune”, che è l’antidoto alle tante forme di indifferenza che ammalano la convivenza civile: “di chi chiude il cuore per non prendere in considerazione gli altri, di chi chiude gli occhi per non vedere ciò che lo circonda o si scansa per non essere toccato dai problemi altrui”.

La prima forma di indifferenza nella società umana è quella verso Dio – scrive il Papa – , dalla quale scaturisce anche l’indifferenza verso il prossimo e verso il creato. È questo uno dei gravi effetti di un umanesimo falso e del materialismo pratico, combinati con un pensiero relativistico e nichilistico”. Così, “l’uomo pensa di essere l’autore di se stesso, della propria vita e della società; egli si sente autosufficiente e mira non solo a sostituirsi a Dio, ma a farne completamente a meno; di conseguenza, pensa di non dovere niente a nessuno, eccetto che a se stesso, e pretende di avere solo diritti”.

Ci sono modi diversi di restare indifferenti. Di chi si tiene informato, apparentemente partecipa a ciò che accade, ma non si lascia coinvolgere nella vita. “Questo è l’atteggiamento di chi sa, ma tiene lo sguardo, il pensiero e l’azione rivolti a se stesso”. E poi, c’è chi non mostra alcun interesse verso la realtà e, soprattutto, quella di chi soffre, si chiude nel proprio benessere e nella propria comodità restando “sordo al grido di dolore dell’umanità sofferente”. Questa “indifferenza verso il prossimo – continua il Santo Padre – figlia di quella verso Dio, assume l’aspetto dell’inerzia e del disimpegno, che alimentano il perdurare di situazioni di ingiustizia e grave squilibrio sociale, le quali, a loro volta, possono condurre a conflitti o, in ogni caso, generare un clima di insoddisfazione che rischia di sfociare, presto o tardi, in violenze e insicurezza”.

Ecco, allora, che il Padre ci chiama alla conversione del cuore, perché “Dio non è indifferente. È attento e opera”. E dunque, “anche il cuore di tutti coloro che si riconoscono membri dell’unica grande famiglia dei suoi figli” deve “battere forte dovunque la dignità umana – riflesso del volto di Dio nelle sue creature – sia in gioco”.

Il Papa ha anche invitato a “ripensare le politiche dell’immigrazione”, per “favorire l’integrazione”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS