ISTITUTI DI CREDITO, IL CENTRODESTRA CI PROVA: MOZIONE DI SFIDUCIA AL GOVERNO Lega e Forza Italia unite per mandare a casa Renzi. Brunetta: "Boschi figlia di questo esecutivo". Salvini: "Noi sciacalli? Renzi lo racconti alla vedova del pensionato suicida"

319
renato brunetta

Per le opposizioni il caso banche rappresenta l’occasione per far uno sgambetto al governo. Il Movimento 5 Stelle ha annunciato l’intenzione di presentare una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro Boschi, mentre il centrodestra, unito, alza il tiro con l’obiettivo di mandare a casa tutto l’esecutivo. “Mercoledì presenteremo alla Camera come al Senato, una mozione di sfiducia contro il governo” ha detto Renato Brunetta. Il capogruppo di Forza Italia alla Camera ha spiegato che “Boschi è solo una figlia di questo governo, una figlia in conflitto di interessi, ma chi ha i più grandi conflitti di interessi è il presidente Renzi. Primo perché è abusivo, non ha mai vinto le elezioni, ha solo vinto delle primarie taroccate, secondo perché si basa su maggioranze frutto della compravendita politica di parlamentari. Inaccettabile. La mozione di sfiducia del centrodestra unito, alla Camera come al Senato, sarà al governo”.

Ancora più diretto, al limite dell’offensivo, il leader della Lega Matteo Salvini, che senza mezzi termini afferma: “Renzi parla di sciacalli che si approfittano dei morti, lo vada a dire alla vedova del pensionato che si è suicidato. La morte del pensionato è colpa sua, sì”. Alle parole di Matteo Salvini risponde a muso duro Ernesto Carbone, per il Pd: parla di banche dall’alto dell’esperienza del fallimento di Credieuronord, banca della Lega su cui giravano i soldi della truffa delle quote latte costata, peraltro, agli italiani 4,5 mld di multe europee”, “tralasciamo poi lo spettacolo allucinante e squallido offerto da chi, come Salvini, cerca di strumentalizzare la morte, indegno corollario della pochezza politica del personaggio”.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS