JOHN KERRY A MOSCA: “L’ISIS E’ UNA MINACCIA PER TUTTI I PAESI” Il segretario di stato Usa ha incontrato il ministro degli esteri Serghei Lavrov

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“Il mondo ha benefici quando nazioni potenti, con una lunga storia alle spalle, riescono a trovare un terreno comune, ed io spero che oggi riusciremo a trovarlo”. E’ quanto ha detto John Kerry arrivando a Mosca per incontrare il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, prima e poi il presidente Vladimir Putin. Ed all’incontro con Putin ha fatto riferimento nella sua dichiarazione Lavrov: “Più tardi comunicheremo al presidente Putin quello che abbiamo discusso – ha detto il ministro russo prima di iniziare il colloquio con il segretario di Stato Usa – e spero che questa visita sarà utile”.

I colloqui tra i due ministri sono durati più di due ore e si sono affrontati temi come la soluzione della crisi siriana, la lotta al terrorismo nazionale, in quanto lo Stato Islamico sia “una minaccia per tutti i Paesi”, ed è stata affrontata anche la situazione ucraina. Ma il punto cruciale dei colloqui di oggi è il disaccordo tra Mosca e Washington sul ruolo che Bashar al Assad dovrà avere nel processo politico teso a mettere fine alla guerra civile in Siria. In particolare, Kerry punta ad avere un nuovo round di negoziati di pace venerdì prossimo a New York ma Mosca finora si è rifiutata di confermare la data.

L’obiettivo principale della visita di Kerry a Mosca è quindi quello di confermare l’avvio del processo che porterà ad un certo punto all’unità “anche se chiaramente non l’abbiamo ora”, spiegano al Washington Post fonti del dipartimento di Stato, sottolineando quindi che oggi verranno “discusse a fondo” le questioni centrali della “transizione politica e del ruolo di Assad”. “Spero che oggi potremo discutere di tutte le questioni in modo approfondito”, ha detto Lavrov prima dell’inizio dei colloqui. Secondo fonti diplomatiche europee, a Mosca sul fronte del sostegno ad Assad qualcosa si starebbe muovendo: “Nei nostri colloqui con i russi, viene sempre di più riconosciuto che Assad non sarà parte della soluzione”. Mosca, comunque, nei giorni scorsi non ha riconosciuto i risultati della conferenza a Riad di oltre 100 gruppi dell’opposizione siriana affermando che non potevano parlare a nome di tutta l’opposizione, mentre Assad ha affermato che non intende negoziare con i ribelli che considera ‘terroristi’.

 

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