ANTARTIDE, LA VITA AL POLO E’ UN TEST PER MARTE Illustratein un convegno di biologia a Genova le analogie tra il pianeta rosso e il punto più a sud della Terra

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Studiare come gli organismi viventi si adattano alle condizioni estreme dell’Antartide per imparare come adattarsi alla vita nello spazio o su Marte. Questo è stato l’argomento dell’88mo congresso della Società Italiana di Biologia Sperimentale (Sibs) svoltosi a Genova, con la partecipazione di Università, Istituto “Gaslini” e Unesco. Le similitudini tra polo sud e spazio sono state al centro dell’intervento di Maria Angela Masini e Federico Biggi, dell’Università di Genova.

“La comparazione tra questi due ambienti estremi ha fornito dati utili sull’adattamento umano e sulle misure da adottare durante i voli spaziali – afferma Masini -. Gli esseri umani sottoposti a missioni in Antartide e ad una permanenza dello spazio di media o lunga durata presentano alcuni punti in comune, soprattutto per quanto riguarda i livelli degli ormoni legati al normale ritmo biologico giornaliero”.

“I pochi esseri umani presenti in Antartide si trovano in un isolamento simile a quello ipotizzabile in una futura esplorazione di Marte – spiegano i ricercatori -: alloggi angusti, clima estremo, alterazione del ritmo circadiano, assenza di verde e di cibo fresco”. Sono stati anche analizzati i dati dei livelli ormonali di personale delle missioni antartiche. Sono stati analizzati anche saliva e plasma di astronauti sottoposti a 520 giorni di isolamento durante il programma europeo Mars500 (una simulazione di un viaggio verso Marte e ritorno) e di volontari sottoposti a riposo a letto (bed rest).

 “La nuova frontiera – aggiunge Masini – sarà analizzare l’eventuale influenza delle linee di campo magnetico sugli organismi e cellule viventi, ma anche l’incidenza sul metabolismo cellulare delle particelle spaziali (che in Antartide e nello spazio hanno maggiore densità di transito)”. Le ricerche hanno anche messo in luce la incredibile capacità di sopravvivenza in Antartide del krill, i piccoli crostacei cibo per balene, foche e pinguini. Questi potrebbero vivere anche su Marte o sotto la superficie ghiacciata delle lune di Giove (Europa e Ganimede).

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