OBAMA AI LEADER DELL’ISIS: “NON POTRETE NASCONDERVI. SARETE I PROSSIMI A ESSERE COLPITI” E' il monito che il presidente Usa ha rivolto ai vertici del Daesh al termine del vertice sulla sicurezza nazionale che si è tenuto al Pentagono

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“Non potrete nascondervi. Sarete i prossimi a essere colpiti”. E’ la minaccia che Barack Obama ha rivolto ai leader del sedicente Califfato al termine del vertice che si è tenuto al Pentagono con i massimi responsabili della sicurezza nazionale. Così il presidente degli Stati Uniti rilancia ancora una volta la lotta per distruggere lo Stato Islamico e, ricordando l’uccisione di molti “pezzi grossi” del Califfato – “l’inviato” di Al Baghdadi in Libia e il “ministro delle finanze” dei jihadisti – spiega che mai come ora i terroristi sono stati “colpiti così duramente, anche se i progressi dovranno essere più rapidi”.

Poi un monito rivolto ai Paesi arabi, ai quali il presidente americano chiede un maggiore impegno a fianco della coalizione internazionale: “Gli Stati Uniti stanno facendo di più in questa lotta così come lo stanno facendo i nostri alleati, la Francia, la Germania, il Regno Unito, l’Australia e l’Italia. E così come devono fare tutti gli altri”. Un riconoscimento, dunque, al maggior sostegno garantito da Parigi, Londra e Berlino sul piano militare, ma anche da Roma sul fronte diplomatico, soprattutto per il ruolo guida che il nostro Paese sta svolgendo per risolvere la situazione in Libia.

E con questo messaggio da parte della Casa Bianca il segretario alla difesa, Ash Carter, è partito alla volta del Medio Oriente, col compito di strappare agli alleati arabi un maggior coinvolgimento nei combattimenti in Siria e Iraq. Ma anche un contributo più deciso per impedire un ulteriore rafforzamento dell’Isis proprio in Libia, il Paese che in questo momento rappresenta la minaccia più grande. Allo stesso tempo il segretario di stato americano, John Kerry, è volato a Mosca per proseguire quel confronto con Vladimir Putin che dovrebbe portare al più presto all’attuazione degli accordi di Vienna, quelli per porre fine alla guerra civile in Siria e per avviare la fase di transizione politica auspicata da tutti.

“L’Isis ha perso il 40% delle zone che una volta controllava in Iraq – ha spiegato Obama in diretta televisiva alla fine del vertice con l’intento di rassicurare gli statunitensi riguardo ai rischi di possibili attentati sul suolo nazionale – Li abbiamo colpiti al cuore e renderemo loro sempre più difficile avvelenare il mondo”, ha proseguito, sottolineando però come si tratti di una guerra “difficile”. “I militanti dello stato islamico – ha spiegato – si nascondono dietro alla popolazione civile, e dobbiamo colpirli con estrema precisione, con precisione chirurgica”.

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