AIRBUS CADUTO SUL SINAI, L’EGITTO: “NESSUNO PROVA DI AZIONI TERRORISTICHE” Conclusa la prima parte delle indagini sul disastro costato la vita a 224 persone. Esclusa, per ora, l'ipotesi di una bomba

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Nemmeno la rivendicazione parte del Daesh serve per risolvere il giallo legata all’incidente dell’A321 russo caduto sul Sinai lo scorso ottobre uccidendo 224 persone. Le autorità egiziane hanno, infatti, concluso la fase preliminare delle indagini sull’incidente escludendo, per il momento, un attacco terroristico o un’azione delittuosa. Il presidente della commissione di inchiesta, Ayman El-Moqqadam, ha però precisato che le rilevazioni sul relitto continueranno fino all’accertamento finale delle cause del disastroe.

La relazione sarà trasmessa ai rappresentanti dei paesi che hanno diritto a partecipare alle indagini e all’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile. Si tratta di una versione che contrasta con quanto riferito dal governo russo, secondo cui il velivolo civile sarebbe precipitato per l’esplosione di un ordigno piazzato a bordo. Lo Stato del Sinai, gruppo terroristico affiliato allo Stato islamico (Is), ha rivendicato la responsabilita’ del disastro aereo. Alcune settimane fa, il mensile online dell’Is “Daqip” ha pubblicato le immagini di una bomba rudimentale che sarebbe stata usata per abbattere l’aero russo.

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