AMMONIACA NELLA SUA SUPERFICIE, CERERE E’ UN PIANETA NANO MIGRANTE Secondo gli scienziati questa sostanza, rinvenuta corpo celeste, non può essersi formata nella zona in cui si trova ora

448
cerere

Tracce di argilla contenenti ammoniaca sono presenti sul pianeta nano Cerere, considerato l’anello di congiunzione tra un asteroide e un pianeta. La scoperta, effettuata dallo strumento Vir, a bordo della sonda Dawn, indica che Cerere “può essere almeno in parte costituto da materiale condensatosi a basse temperature, tipiche delle zone più esterne del sistema solare” spiega Maria Cristina De Sanctis dell’Inaf-Iaps, responsabile scientifico dello strumento e primo autore dell’articolo che verrà pubblicato domani sulla rivista Nature. “L’ammoniaca -continua la scienziata italiana- è stata individuata, ad esempio, su alcuni corpi trans-nettuniani e sul sistema di Plutone. Questa scoperta potrebbe confermare alcune teorie sulla migrazione dei pianeti nelle fasi primordiali del sistema solare”. La presenza di ammoniaca è un dato di fondamentale importanza per lo studio della storia evolutiva di Cerere. Oggi, con le attuali condizioni di temperatura e pressione, il ghiaccio di ammoniaca non potrebbe sopravvivere sulla superficie”.

E nemmeno in passato, secondo il parere degli scienziati, l’ammoniaca avrebbe potuto formarsi in quantità compatibili con le attuali osservazioni di Vir, considerando Cerere nella sua attuale posizione. Questa contraddizione suggerisce la possibilità che Cerere non si sia formato dove risiede oggi, nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. “Dawn ci sta aiutando a comprendere la formazione e l’evoluzione del Sistema Solare -commenta Raffaele Mugnuolo responsabile Asi per la missione- nei primi miliardi di anni, i pianeti erano ancora in movimento prima di raggiungere l’equilibrio orbitale attuale e sembra che anche Cerere abbia compiuto lo stesso percorso”.

Gli ultimi dati collezionati dalla sonda mettono ancora più in evidenza le differenze tra i due corpi celesti osservati da Dawn: Vesta è asciutto e presenta una superficie ricca di crateri che testimoniano una sua permanenza nella fascia degli asteroidi. Cerere invece è un piccolo mondo scuro e con caratteristiche morfologiche la cui natura è ancora tutta da scoprire. “Non resta che aspettare la prossima fase della missione prevista per metà dicembre: Dawn in quel periodo osserverà Cerere da ‘soli’ 380 chilometri di distanza e ciò le permetterà di realizzare immagini ad alta risoluzione di fondamentale importanza per il progresso della ricerca planetologica” affermano Asi e Inaf.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS