BOLOGNA, MONS. ZUPPI: “LA CHIESA NON È UN FORTINO” Si è insediato il nuovo Arcivescovo, nominato il 27 ottobre scorso

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Ha iniziato con una citazione da “Piazza grande” del cantautore bolognese Lucio Dalla, scomparso improvvisamente il 1 marzo del 2012, il nuovo arcivescovo di Bologna, monsignor Matteo Maria Zuppi, nell’omelia di insediamento come successore del cardinale Carlo Caffarra: “Cominciamo da quei tanti che sono sulle panchine per i quali possiamo noi trovare il modo di dargli le carezze di cui hanno bisogno, come cantava il poeta. E in realtà ‘a modo mio’ ne abbiamo bisogno tutti, come anche di pregare Dio”, ha spiegato Zuppi, riferendosi alla nota canzone in cui Dalla cantava di un clochard bolognese.

Migliaia di fedeli lo hanno accolto, ieri, per il suo insediamento nell’arcidiocesi del capoluogo emiliano. Il 60enne alto prelato, nominato il 27 ottobre scorso da Papa Francesco, al suo arrivo in centro e poi in piazza Maggiore, fino a San Petronio, è stato accolto da un mare di folla, tanto che durante il tragitto dalle Due Torri al sagrato di San Petronio – durato circa 40 minuti – il servizio d’ordine ha fatto quasi fatica a contenere l’entusiasmo dei cittadini. Un benvenuto calorosissimo, a cui il nuovo vescovo ha risposto con la sua consueta “teneressa”, fermandosi con tutti a salutare, dispensando sorrisi, abbracci e benedizioni.

Nel suo saluto alla città, Zuppi ha ricordato gli altri Vescovi saliti in cattedra, dal cardinal Lercaro a Biffi. Assente alla funzione il cardinale Carlo Caffarra, ma è lo stesso vescovo entrante a mandare un saluto al suo predecessore, chiedendo per lui l’applauso dei fedeli. La povertà e l’attenzione ai deboli, agli ultimi, sono stati i temi chiave del suo discorso,

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