POCO “ONOREVOLI”: FISCHIANO LA MADRE DI UNA VITTIMA DEL JIHAD

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Latifa Ibn Ziaten ha 55 anni, ed è la madre di una vittima del terrorismo. Il figlio, Imd Ibn Ziaten è il militare ucciso da Mohammed Merah, lo jihadista in scooter che nel marzo 2012 colpì Tolosa. L’altro giorno la franco-marocchina, a capo di un’associazione per il dialogo inter-religioso, era al Parlamento di Parigi per un convegno sulla laicità, invitata dai socialisti a parlare della sua tragica esperienza.

Durante il suo intervento sono partiti fischi e schiamazzi. La motivazione? Il velo, in realtà solo un foulard, che portava sulla testa. Secondo alcuni giornalisti presenti sul posto, gli autori dei fischi hanno abbandonato l’auditorium dell’Assemblée Nationale al momento dell’intervento della donna. Altri invece dicono che sono stati gli uscieri a mandarli via. A far rimbalzare la notizia sui social, ci ha pensato David Perrotin, un giornalista presente sul posto che su Twitter ha riportato in diretta ciò che stava accadendo: “Latifa Ibn Ziaten, fischiata oggi da alcuni socialisti per il suo velo durante una conferenza sulla laicità all’Assemblea Nazionale”.

Un semplice post è bastato a scatenare proteste e reazioni indignate contro i parlamentari della maggioranza. Jean Glavany, il deputato promotore delle “Rencontres sur la laicité”, precisa che nessuno dei parlamentari presenti ha preso parte ai fischi. “A contestare quel foulard sono stati due partecipanti sui duecento presenti. Non erano deputati nè tantomeno socialisti – dice -. Erano aggressivi e volgari, li ho messi praticamente alla porta”. Tra l’altro, Latifa ha spiegato che il foulard era un segno di lutto per la perdita del figlio e non un simbolo religioso. Il 19 novembre ha ricevuto anche il premio della Fondazione Chirac per il suo lavoro in favore della tolleranza e dell’integrazione.

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