ARRIVA LA FAMILY BAG, UNA “POCHETTE” PER COMBATTERE GLI SPRECHI ALIMENTARI NELLA RISTORAZIONE L'iniziativa nasce con l'intento di togliere dall’imbarazzo i clienti che vorrebbero portare a casa gli avanzi della loro cena e non lo fanno per pudore. L’aspetto di comune borsetta serve infatti proprio a mettere a proprio agio la clientela

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Per combattere gli sprechi alimentari della ristorazione, il Ministero dell’Ambiente ha lanciato l’iniziativa della family bag, una pochette che verrà distribuita dai camerieri e permetterà di raccogliere gli avanzi del pasto consumato al ristorante. L’iniziativa parte da Padova, dove il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Barbara Degani e il presidente di Unioncamere Veneto hanno firmato una dichiarazione di intenti per la promozione del progetto che verrà presto esteso in tutta Italia grazie alla collaborazione con Slow Food. La Family Bag, realizzata dal consorzio Conai, e già stata prenotata da un centinaio di ristoranti veneti e nasce con l’intento di togliere dall’imbarazzo i clienti che vorrebbero portare a casa gli scarti e non lo fanno per pudore. L’aspetto di comune borsetta serve infatti proprio a mettere a proprio agio la clientela.

In occasione del lancio della family bag, avvenuto giovedì scorso, è stata presentata anche la nuova indagine annuale di Waste Watcher sullo spreco alimentare domestico. Secondo il Rapporto 2015, lo spreco di cibo, dalla dispensa di casa al frigorifero, dai fornelli al bidone della spazzatura domestico, costa alle famiglie circa 8,4 miliardi di euro all’anno, ovvero 6,7 euro settimanali a nucleo familiare e 650 grammi circa di cibo sprecato. Waste Watcher ha inoltre lanciato quest’anno, per la prima volta in Italia, il test dei ‘Diari di famiglia’, un metodo di riferimento dei paesi Anglosassoni: si tratta di monitoraggi e rilevazioni scrupolosamente annotate da famiglie campione, che indicano con precisione la misura quali-quantitativa dello spreco ad ogni pasto e spiegano come il cibo gettato viene di volta in volta smaltito, sottoponendosi persino al ‘waste sorting’, ovvero i controlli nella loro pattumiera per la corrispondenza dei dati. E proprio alla luce di questo primo test, condotto nella primavera 2015 da Waste Watcher con la validazione scientifica dell’Università di Bologna – Distal, è possibile affermare che lo spreco di cibo domestico reale è circa il 50% superiore allo spreco percepito e dichiarato nei sondaggi. Ne deriva che gli italiani sprecano effettivamente circa 13 miliardi di euro ogni anno con il cibo buttato nella pattumiera di casa.

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