MESSA NELLA FESTA DELLA MADONNA DI GUADALUPE, BERGOGLIO: “I CRISTIANI SIANO TESTIMONI DI CARITÁ” A San Pietro pellegrini americani si sono stretti attorno al Pontefice per ricordare la patrona del Nuovo continente

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Le comunità cristiane siano “oasi e fonti di misericorda”. Alla Vergine “chiediamo di essere misericordiosi, e che le comunità cristiane sappiano essere testimoni di una carità che non ammette esclusioni”. Sono le parole del Papa pronunciate nell’omelia (pronunciata in spagnolo) durante la Messa nella basilica vaticana in occasione della Festa della Beata Vergine Maria di Guadalupe. Il Pontefice afferma anche che niente e nessuno può privare gli uomini della felicità che viene da Dio, “nonostante le sofferenze e le prove della vita”.

”Il Signore, tuo Dio, è in mezzo a te. Gioirà per te, ti rinnoverà con il suo amore, esulterà per te con grida di gioia”. Queste parole del profeta Sofonia – è l’incipit della riflessione di Bergoglio – rivolte a Israele, possono essere rivolte anche alla Vergine Maria, alla Chiesa, e a tutte le persone, amate da Dio con amore misericordioso”. Francesco ribadisce che “Dio ci ama tanto da gioire e compiacersi insieme a noi. Ci ama di un amore gratuito, senza limiti, senza attendersi nulla in cambio. Questo amore misericordioso è l’attributo più sorprendente di Dio, la sintesi in cui è condensato il messaggio evangelico, la fede della Chiesa“.

Il Papa sottolinea che nessun peccato può cancellare la vicinanza misericordiosa di Dio, “né impedirgli di porre in atto la sua grazia di conversione, a condizione che noi la invochiamo; il peccato stesso fa risplendere con maggior forza l’amore di Dio Padre che, per riscattare lo schiavo, ha sacrificato il suo Figlio. La sua azione di grazia “ci raggiunge con il dono dello Spirito Santo, che nel Battesimo, rende possibile, crea e alimenta la nuova vita dei suoi discepoli. Per quanto i peccati del mondo possano essere grandi e gravi, lo Spirito, che rinnova la faccia della terra, rende possibile il miracolo di una vita più umana, piena di gioia e di speranza”.

Poi, un invito a tutti i cristiani: “Gridiamo anche noi con gioia: ‘Il Signore è il mio Dio e Salvatore!’ Dio è al nostro fianco, ci mostra la strada dell’amore, ci risolleva quando cadiamo, ci sostiene nelle nostre fatiche, ci accompagna in tutte le circostanze della nostra esistenza. Ci apre gli occhi per farci vedere le nostre miserie e quelle del mondo, ma allo stesso tempo ci riempie di speranza”. Pensando a Maria, bergoglio osserva che in “lei Dio gioisce e si compiace in modo speciale. In una delle preghiere più care al popolo cristiano, il Salve Regina, chiamiamo Maria madre di misericordia. Lei ha sperimentato la misericordia divina, ed ha accolto nel suo seno l’origine stessa di questa misericordia: Gesù Cristo. Lei, che ha sempre vissuto intimamente unita a suo Figlio, sa più di chiunque altro ciò che Egli vuole: che tutti gli uomini si salvino, e che a nessuno venga mai a mancare la tenerezza e la consolazione di Dio”.

Nella conclusione, alla Madonna affida “le sofferenze e le gioie dei popoli di tutto il continente americano, che la amano come madre e che la riconoscono come patrona, con il titolo devozionale di Nostra Signora di Guadalupe. Chiediamo che questo anno giubilare sia una semina di amore misericordioso nel cuore delle persone, delle famiglie e delle nazioni. Che noi ci convertiamo in misericordiosi, e che le comunità cristiane sappiano essere oasi e fonti di misericordia, testimoni di una carità che non ammette esclusioni. La supplichiamo affinché guidi i passi del suo popolo americano, popolo pellegrino che cerca la Madre della misericordia e la prega di mostrargli suo Figlio Gesù”.

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