PROCESSO STASI: LA CASSAZIONE CONFERMA LA CONDANNA A 16 ANNI Si è costituito. La madre di Chiara Poggi: "Giustizia è fatta".

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La Cassazione ha deciso sul ricorso del processo ad Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi, a Garlasco (Pavia) il 13 agosto del 2007. I giudici della V Sezione Penale hanno confermato la sentenza della Corte d’Assise e d’Appello di Milano del 17 dicembre 2014, che avevano condannato il giovane oggi 32enne con rito abbreviato a 16 anni di reclusione per omicidio volontario, senza applicare le aggravanti di crudeltà e premeditazione del delitto.

“Sono emozionata. Giustizia è fatta. Forse passeremo un Natale sereno”, ha commentato Rita Poggi, la madre di Chiara. Si chiude così, dopo otto anni, un iter giudiziario che il presidente del collegio dei giudici, Maurizio Fumo, ha definito “un percorso accidentato”. Con la sentenza della Cassazione, per il condannato in via definitiva si aprono adesso le porte del carcere. Si è costituito, accompagnato dalla madre. Alberto Stasi era stato assolto in primo grado, per mancanza di prove, nel 2009, dal Tribunale di Vigevano. La sentenza di assoluzione era stata confermata, “per non aver commesso il fatto”, nel 2011, dalla Corte d’Assise e d’Appello di Milano. Nel 2013, la Cassazione aveva ordinato un nuovo processo d’Appello per esaminare il Dna su un capello trovato tra le mani della vittima e sotto le unghie. Nel 2014, l’appello-bis ha lo condannato.

Il sostituto procuratore generale della Cassazione, Oscar Cetrangolo, aveva chiesto ai giudici di annullare la condanna, così accogliendo sia il ricorso della difesa che della Procura di Milano, che invece chiedeva una condanna a 30 anni di reclusione, con le aggravanti.

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