VOTO ALLE DONNE IN ARABIA SAUDITA Per la prima volta, anche candidate alle elezioni, con decreto reale del 2011

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È una svolta storica, in Arabia Saudita. Oggi, per la prima volta, le donne parteciperanno alle elezioni comunali, non solo come elettrici – fatto già di per sé unico – ma anche come candidate.

Un decreto reale del 2011, voluto dal re saudita Abdullah bin Abdelaziz – morto lo scorso gennaio – ha permesso al gentil sesso la partecipazione alla prima consultazione a suffragio universale nella storia del Paese arabo. La Commissione elettorale, in linea con la rigorosa applicazione della Sharia – la legge islamica in vigore nell’ordinamento giuridico dell’Arabia e di molte altre Nazioni a maggioranza musulmana, dal Nord Africa al Medioriente – ha però imposto gravi restrizioni: la separazione totale dei sessi durante la campagna elettorale, il divieto dell’utilizzo di fotografie dei candidati e che non si pronunciassero discorsi propagandistici di fronte a persone del sesso opposto. Le misure restrittive hanno svantaggiato soprattutto le candidature femminili dal momento che queste, sul numero totale degli iscritti nelle liste elettorali (circa 1,5 milioni), solo 130.637 sono donne (865 in lista).

Le operazioni di voto sono cominciate stamane alle 8 ora locale (le 6 in Italia) e si chiuderanno nove ore più tardi, alle 17. I risultati definitivi arriveranno stasera o domani. Nonostante i consigli municipali abbiano poteri limitati e si occupino esclusivamente di servizi pubblici, parchi e condizioni delle strade, le resistenze al voto delle donne nel Paese sono state comunque molto forti. Un’indagine pubblicata dal Centro studi Esbar, infatti, ha rivelato che il 72,5 per cento dei sauditi non appoggia la candidatura femminile alle elezioni, l’11,3 percento la sopporta mentre solo l’8,7 la accetta. Per il 69,5% di coloro che la rifiutano, la motivazione è che “questa decisione viola la legge islamica”, mentre per il 63,8% va a ledere le tradizioni e le usanze del Paese.

Un video pubblicato online mostra alcuni giovani con in mano alcuni manifesti elettorali delle candidate mentre gridano: “Noi non vogliamo le donne candidate”. Il ministero degli Affari comunali e dei villaggi ha comunque incoraggiato le donne a registrarsi come elettrici, con un’ampia campagna pubblicitaria. E, per rafforzare la partecipazione, il servizio di taxi online Uber offrirà alle donne saudite un passaggio gratis fino ai seggi elettorali.

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