PIAZZA FONTANA: L’ALBA DEGLI ANNI DI PIOMBO

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La strage di Piazza Fontana è chiamata “la madre di tutte le stragi”: da qui iniziarono gli anni di piombo italiani con la così detta “strategia della tensione” fatta di bombe, morte di civili sui treni e ai comizi sindacali. Quel 12 dicembre 1969, esplose un ordigno all’interno della banca dell’Agricoltura, nel pieno centro di Milano (a pochi passi dal Duomo) che provocò la morte di 17 persone e il ferimento di altre 88.
Le indagini si susseguiranno nel corso degli anni, con imputazioni a carico di vari esponenti anarchici e di destra. Alla fine tutti gli accusati saranno assolti in sede giudiziaria. Nel 2005, la Corte di Cassazione ha affermato che la strage di piazza Fontana fu realizzata da “un gruppo eversivo costituito a Padova nell’alveo di Ordine Nuovo e capitanato da Franco Freda e Giovanni Ventura”, che però non furono più processabili in quanto “irrevocabilmente assolti dalla Corte d’assise d’appello di Bari”.
Diverse le iniziative per ricordare le vittime in programma a Milano, a partire dal Consiglio comunale che si riunisce in seduta straordinaria. Nel corso della seduta intervengono i tre sindaci delle città più colpite dalle stragi di quegli anni di tensioni (Milano, Bologna e Brescia), il presidente dell’associazione familiari vittime di piazza Fontana, e il presidente nazionale dell’Anpi a nome del comitato permanente antifascista. Alle 16,37, quando scoppiò la bomba, si svolge la cerimonia della posa delle corone in piazza Fontana. Poi, da piazza della Scala parte il corteo che confluisce poi in piazza Fontana per i discorsi conclusivi.
Una stagione nera aperta il 12 dicembre 1969 con la bomba di Piazza Fontana e chiusa 15 anni dopo, il 23 dicembre 1984 con l’attentato al Rapido 904 Napoli-Milano, che fece 17 vittime. Tutte le carte dei servizi segreti sulle stragi saranno desecretate e versate all’Archivio centrale dello Stato. Sono 1.500 documenti per complessive 50 mila pagine che potranno essere consultabili dai cittadini. Il complesso lavoro, che ha impegnato a lungo il Dis, è stato svolto in attuazione della direttiva emanata dal premier Renzi che ha disposto la consultabilità dei documenti conservati presso tutti i ministeri e gli organismi di intelligence relativi alle stragi di Piazza Fontana (1969), Gioia Tauro (1970), Peteano (1972), Questura di Milano (1973), Piazza della Loggia (1974), Italicus (1974), Ustica (1980), Stazione di Bologna (1980), Rapido 904 (1984).
Le carte degli 007 occuperanno ben 90 metri lineari di spazio dei 120 km di cui si compone l’Archivio dello Stato. Non ci sono solo documenti relativi alle stragi, ma anche ad altri eventi che hanno segnato quegli anni: dall’omicidio Calabresi al sequestro Cirillo, dall’uccisione di Pecorelli all’attentato al Papa.
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