SVOLTA IN LIBIA: IL 16 LA FIRMA SUL PIANO ONU

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La Libia è a un punto di svolta. Il 16 dicembre sarà, infatti, firmato l’accordo tra Tobruk e Tripoli per la creazione di un governo di unità nazionale. Un deciso passo in avanti sulla strada della pacificazione che consentirà al Paese africano di concentrare i suoi sforzi militari per riconquistare i territori strappati dall’Isis negli ultimi mesi. Secondo i media locali l’intesa sarà siglata in Marocco e avrà come base la bozza redatta dall’ex inviato Onu Bernardino Leon, poi sostituito da Martin Kobler. Scongiurato, dunque, il rischio che le due fazioni potessero andare a dama bilateralmente, rifiutando la mediazione delle Nazioni Unite.

“Il dialogo sotto l’egida dell’Onu è il migliore – ha commentato Saleh al Makhzoum, deputato del parlamento islamista di Tripoli – bisogna garantire il futuro della Libia”. Lo stesso politico, che si trovava in Tunisia, ha confermato che il 16 il Paese s’incamminerà sulla strada per l’unità nazionale e della pace. Decisiva è stato il pressing operato da Kobler dopo l’incontro dei due governi a Tunisi della scorsa settimana, quando si era temuto il raggiungimento di un accordo non conforme alle direttive giunte dal Palazzo di Vetro.

Dal 2 agosto 2014 la Libia è grosso modo divisa in due quadranti dove sono attive due compagini parlamentari: quella di Tobruk, riconosciuta dalla comunità internazionale, e il Congresso nazionale libico con sede a Tripoli. Questa situazione si è verificata dopo il rifiuto da parte dei gruppi islamisti di riconoscere il risultato delle elezioni parlamentari del 2014 che avevano visto la vittoria delle fazioni più moderate, pur se con una partecipazione al voto molto bassa. Le milizie islamiche hanno dunque conquistato il controllo di Tripoli, spingendo il governo ad abbandonare la città e a rifugiarsi a Tobruk, nella parte orientale del Paese, al confine con l’Egitto.

La storica intesa arriva in un momento complesso per il Paese del Nord Africa. Diverse regioni sono finite sotto il contro di Daesh. Nelle intenzioni del jihad la Libia dovrebbe diventare la nuova Siria, cioè la zona franca in cui estendere i propri domini. Non è un caso che nei giorni scorsi sia sia diffusa la notizia, confermata da diversi media nazionali, dell’arrivo a Sirte del Califfo al-Baghdadi e della cupola del gruppo fondamentalista. La conquista di Sabrata, città sotto il patrocino Unesco situata a due passi da Mediterraneo, preoccupa la comunità nazionale. La quale ha fretta di costruire una Libia forte e in grado di fronteggiare il nemico.

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