MUSULMANI E FOCOLARI ITALIANI ALL’ANGELUS PER DIRE NO AL TERRORISMO Le due comunità saranno presenti domenica in piazza San Pietro per ascoltare la riflessione del Papa

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Le Comunità islamiche italiane insieme ad aderenti e amici del Movimento dei Focolari si ritroveranno insieme a piazza San Pietro in occasione dell’Angelus del Papa. Un modo per testimoniare i percorsi di fraternità e la misericordia in atto tra tanti musulmani e cristiani. Seguirà un pic nic consumato in maniera conviviale. Dalle ore 14 alle 16.30 si svolgerà poi un convegno all’Institutum Patristicum Augustinianum, in via Paolo VI, n. 25, per dare voce a riflessioni, aspirazioni, storie e progetti dall’Italia, dalla Siria, dalla Francia. Un mosaico di esperienze per rispondere con mitezza ma pure con decisione a chi vuole dividere, a chi vuol far credere che solo la forza risolve i problemi, a chi incrementa la paura reciproca.

I partecipanti stringeranno un Patto di prossimità e di collaborazione da estendere a quanti in Italia e altrove vorranno raccoglierlo. Alle 10.30, all’Augustinianum, è previsto un incontro con i giornalisti. Per anticipare i contenuti del convegno e per eventuali interviste saranno presenti gli imam Izzidine Elzir (Firenze), presidente dell’Ucoii, Youssef Sbai (Massa Carrara) e Mustafa Batzami (Teramo), i delegati dei Focolari in Italia Rosalba Poli e Andrea Goller, i referenti per il dialogo interreligioso dei Focolari in Italia Giuseppina Brogna e Donato Fazzini.

“La violenza terroristica – spiegano gli organizzatori in una nota – e quella bellica non accennano a diminuire. Ogni giorno centinaia di persone innocenti perdono la vita. Quanti hanno a cuore la convivenza pacifica e la crescita solidale delle nostre società avvertono il dovere di impegnarsi assumendosi specifiche responsabilità per la pace. Non poche sono state le iniziative di questi ultimi tempi, soprattutto dopo i fatti di Parigi”. Focolari e islamici insieme “intendono portare a conoscenza dell’opinione pubblica riflessioni, storie e percorsi comuni frutto di una paziente tessitura avviata ormai da anni: rapporti interpersonali, solidarietà tra famiglie, rispetto e stima reciproci, in Italia e in altre parti del mondo. Non si tratta quindi di inseguire un sogno irraggiungibile nei fatti di convivenza fraterna, ma di evidenziare strade percorribili verso una società inclusiva e arricchita dalle diversità”.

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