CALCIO IN LUTTO, ASSASSINATO IN HONDURAS IL CENTROCAMPISTA ARNOLD PERALTA Il calciatore è stato raggiunto da una raffica di colpi d'arma da fuoco al cranio, al volto e al torace

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arnold peralta

Il mondo del calcio in lutto per la morte del 26enne Arnold Peralta, ucciso brutalmente mentre si trovava nella sua auto, in un parcheggio di un centro commerciale a La Ceiba. Il centrocampista del Deportivo Olimpia e della nazionale honduregna è stato vittima di una vera e propria esecuzione in un parcheggio, mentre si apprestava a salire a bordo della sua macchina. Poche ore prima di perdere la vita, Peralta era stato convocato dal ct dell’Honduras, Jorge Luis Pinto, per l’amichevole in programma mercoledì prossimo contro Cuba. Il centrocampista vantava 23 presenze e un gol con la maglia della nazionale. Prima di essere ingaggiato dall’Olimpia, il 26enne ha giocato una stagione in Scozia con la maglia dei Rangers Glasgow.

Secondo quanto riferito da alcuni testimoni oculari, l’agguato in cui ha perso la vita Peralta è stato perpetrato da due uomini a bordo di una moto. Il calciatore è stato raggiunto da una raffica di colpi d’arma da fuoco al cranio, al volto e al torace. La polizia, che ha scartato l’ipotesi della rapina come possibile movente, ha iniziato una vera e propria caccia all’uomo per trovare i responsabili della brutale esecuzione.

Le forze dell’ordine in queste ore stanno anche esaminando i filmati delle telecamere piazzate all’esterno del centro commerciale. Peralta era diventato papà di una bambina da appena quattro mesi. Da diverso tempo il calciatore parlava dell’alto tasso di criminalità in Honduras. “Quanto è difficile il nostro paese, con tutti questi criminali che uccidono di continuo. Come se uccidere andasse di moda – aveva scritto su twitter circa un anno fa-. Queste persone non meritano di essere vive”. Sotto shock il padre del calciatore: “E’ un colpo durissimo per me, era il più giovane dei miei figli ed era speciale -ha detto Carlos Peralta alla stampa honduregna-. Era sempre affettuoso con me, era un figlio esemplare e non mi ha mai dato problemi”.

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