LIBIA: L’ISIS CONQUISTA SABRATA, LA CITTA’ PATRIMONIO DELL’UNESCO Almeno 30 pick-up con la bandiera nera del sedicente Califfato armati di mitragliatrici pesanti e lancia granate Rpg sono piombati nel centro della città piazzando dei checkpoint

440

L’Isis cerca di allargarsi a ovest, verso la Libia. I miliziani del Califfato, dalla loro roccaforte di Sirte (in Siria) si sono spinte inizialmente verso Agedabia, una città della Cirenaica vicino alla costa mediterranea distante solo 154 km da Bengasi, sede diplomatica statunitense in Libia. Ma i jihaidsti hanno occupato anche un altro importante nodo strategico libico, la città di Sabrata, a soli 70 km dalla capitale Tripoli e a 30 dal confine con la Tunisia. Almeno 30 pick-up con la bandiera nera dell’Isis armati di mitragliatrici pesanti e lancia granate Rpg, riferiscono i media libici, sono piombati nel centro della città piazzando dei checkpoint. “Sembravano tutti di nazionalità tunisina”, spiegano, poi, “dopo una trattativa con il consiglio municipale – reclamavano tre miliziani rapiti – hanno lasciato la città”. Questa è la prima volta che l’Isis si spinge così ad ovest, sottolinea il Times, ad oltre 430 km da Sirte, dimostrando quanto il Paese berbero sia divenuto un obiettivo strategico di primo piano se dovesse cadere Raqqa, roccaforte jihadista in Siria.

Sabrata, nell’estremo ovest del Paese, è uno dei gioielli archeologici libici insieme a Oea (attuale Tripoli) e Leptis Magna, le città che hanno dato il nome alla Tripolitania. Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco dal 1982, la città fu fondata dai Fenici e poi conquistata dai Romani. Venne riportata alla luce nel 1920 dagli archeologi italiani diretti da Renato Bartoccini che disseppellirono, nei pressi della città moderna, le rovine dell’antico centro storico e, in particolare, il monumento più noto: un teatro romano, praticamente intatto, realizzato tra il II ed il III secolo, con lo spettacolare muro di scena formato da tre piani di colonne di marmo sovrapposte.

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

NO COMMENTS