SREBRENICA, 20 ANNI DOPO IL MASSACRO SCOPERTA UN’ALTRA FOSSA COMUNE Il ritrovamento è avvenuto a circa 70 km dalla cittadina teatro della strage nel 1995

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Nel luglio del 1995 le forze serbo-bosniache attaccarono l’enclave di Srebrenica, dichiarata “zona protetta” dalle Nazioni Unite e dove migliaia di musulmani bosniaci avevano trovato rifugio. Furono uccisi circa 8.000 uomini e ragazzi bosniaco-musulmani e gettati nelle fosse comuni. Ora a venti anni da quel massacro, una nuova fossa comune è stata scoperta a Kozluk, a 70 km dalla cittadina teatro della strage del 1995.

La procura per i crimini di guerra ha reso noto che i medici legali bosniaci hanno iniziato il recupero dei corpi da una fossa comune scoperta da poco che si ritiene contenga altre vittime di Srebrenica e al momento sono stati rinvenuti i resti di almeno 15 persone.

A vent’anni dal peggior massacro in Europa dopo la Seconda guerra mondiale, circa seimila delle vittime di Srebrenica sono state identificate e sepolte, la maggior parte in un memoriale nei pressi della città. L’ultima esumazione su vasta scala è avvenuta nel 2010, quando furono trovati i resti di 50 vittime. “Il sito della nuova fossa comune è stato individuato da un serbo di Bosnia, testimone delle atrocità” ha detto Munira Subasic, presidente di un’associazione di vittime di Srebrenica. “Quest’uomo è venuto a parlarmi in un piccolo ristorante di Kozluk. Mi ha detto: ‘dovrei dirti una cosa. C’è una fossa comune qui vicino, non posso dormire per la cattiva coscienza’” ha raccontato Subasic.

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