RIMBORSI ELETTORALI, OK DALLA CAMERA. M5S ABBANDONA I LAVORI Via libera dall'Ufficio di presidenza, i grillini escono per protesta. Di Maio: "La legge Boccadutri è incostituzionale"

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Ok dall’Ufficio di presidenza della Camera al pagamento dei rimborsi elettorali e al cofinanziamento per i partiti relativi al 2015. La decisione è stata presa all’unanimità, assente solo il Movimento 5 Stelle, che ha lasciato i lavori per protesta. La somma totale, che è a carico dello Stato, è di circa 10 milioni. Riceveranno i soldi i partiti i cui rendiconti del 2013 sono stati giudicati regolari e hanno presentato i rendiconti del 2014. I 5 Stelle, contrari all’applicazione della legge Boccadutri, hanno abbandonato l’Ufficio di presidenza e annunciato che presenteranno una diffida. Sempre i 5 Stelle sono gli unici ad aver rinunciato al rimborso.

Il via libera è conseguente all’applicazione della legge Boccadutri, in base alla quale viene applicata una sorta di sanatoria che consente ai partiti di accedere ai rimborsi elettorali, nonostante l’assenza di uno dei requisiti previsti dalla legge sull’abolizione del finanziamento pubblico, ovvero la relazione della Commissione di garanzia degli statuti e per la trasparenza e il controllo dei rendiconti dei partiti politici.

La somma sarà ripartita alle varie forze politiche (tranne M5S che vi ha rinunciato) presenti in Parlamento, mentre sono ancora sub iudice le posizioni di Mpa e Udc. I grillini, nettamente contrari alla legge Boccadutri, si sono opposti ai rimborsi e oggi hanno abbandonato la riunione dell’ufficio di presidenza: “Riteniamo assurdo e umiliante ratificare una legge che elude i controlli. Per di più – ha spiegato Luigi Di Maio – è incostituzionale, in quanto retroattiva. Abbiamo chiesto di non votare oggi e attendere il parere dell’Avvocatura della Camera, ma ci è stato negato”.

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