L’ISIS CAMBIA FRONTE: AL BAGDHADI SI SPOSTA IN LIBIA I raid occidentali avrebbero spinto la leadership jihadista ad abbandonare la Siria. Sirte è la nuova capitale del Califfato

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baghdadi

La Libia è il nuovo cuore pulsante dell’Isis. I raid russi, francesi, inglesi e americani in Siria stanno costringendo la dirigenza del Daesh a spostarsi nel Paese africano. Tra questi ci sarebbe anche il Califfo Abu Bakr al-Baghdadi, leader supremo del sedicente Stato Islamico, che si troverebbe a Sirte, città natale del colonnello Gheddafi. La notizia è stata confermata da fonti libiche all’agenzia di stampa iraniana Fars. Interpellato oggi dalla stampa italiana su queste notizie di stampa, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha risposto: “Non so dove si trovi al Baghdadi, ma ci sono informazioni che l’Isis abbia cellule nelle milizie locali (a Sirte) e questo suscita preoccupazione”. Secondo la Fars, l’autoproclamato Califfo avrebbe lasciato la Turchia per riparare in Libia e sfuggire così alla caccia all’uomo lanciata dai servizi di intelligence riuniti a Baghdad dopo essere stato preso di mira in diverse occasioni in Iraq e in Siria.

In base alla ricostruzione dell’agenzia iraniana, Al Baghdadi sarebbe stato trasferito in Turchia lo scorso ottobre a causa delle gravi ferite riportate nell’attacco messo a segno contro il suo convoglio dall’aviazione irachena nella provincia occidentale di Anbar. Poche ore dopo l’attacco, il portavoce delle forze congiunte irachene aveva riferito del ferimento di al Baghdadi, confermato alle autorità irachene da due jihadisti catturati dalle forze di Baghdad. Il leader dell’Isis sarebbe stato subito trasferito a Raqqa, capitale del califfato in Siria, dove i medici gli avrebbero salvato la vita, ma senza potergli fornire le cure necessarie a causa della mancanza di adeguate attrezzature mediche. Per questo motivo, alcuni giorni dopo sarebbe stato trasferito in Turchia. “La Central Intelligence Agency si è coordinata con l’intelligence turca per trasferire al Baghdadi in Turchia”, ha denunciato la televisione al-Manar TV.

“Mentre tutti lo cercano in Iraq e Siria, nessuno si aspetta che sia a Sirte”, ha detto alla Fars un fonte libica, definendo la città portuale “l’ultimo posto sulla Terra dove la sua vita può essere in pericolo perchè è la roccaforte sunnita più sicura al mondo”. A Sirte da settimane stanno arrivando decine di combattenti stranieri, anche a fronte delle crescenti pressioni militari ed economiche per i jihadisti in Iraq e in Siria. Ancora oggi il sito libico Alwasat ha riferito dell’arrivo, la scorsa settimana, di almeno altri 40 combattenti. In un colloquio telefonico, una fonte vicina all’Isis ha raccontato ad Alwasat che i combattenti sono arrivati a Sirte passando per Giofra, nel Sud del Paese. I nuovi arrivati sarebbero tunisini, yemeniti, palestinesi e africani di diverse nazionalità, arrivati a bordo di un convoglio di 12 pickup Toyota guidato da alti dirigenti Isis provenienti proprio da Iraq e Siria.

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