REPORTER RUSSI ESPULSI DALLA TURCHIA, LAVORAVANO A UN’INCHIESTA SCOMODA Il fatto è avvenuto nei giorni scorsi. La troupe stava ricostruendo il presunto commercio di petrolio tra Ankara e l'Isis. Mosca: "Azione illegale"

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reporter russo

Si mantengono gelidi i rapporti tra Turchia e Russia dopo l’abbattimento di un Su-24 da parte di Ankara e il reciproco scambio di accuse di sostegno all’Isis fra Vladimir Putin e Recep Tayyip Erdogan. Le autorità turche hanno arrestato e poi espulso un gruppo di giornalisti russi che lavoravano a un’inchiesta sul presunto traffico di petrolio tra il Daesh e la Turchia. La vicenda, come riporta Russia Today, risale a lunedì scorso, quando il reporter Alexander Buzaladze e la sua troupe, del programma “Inviato speciale” dell’emittente “Rossya 1 Tv” sono finiti in manette nella provincia di Hatay, nel sud-est della Turchia, sul confine con la Siria, da poliziotti in borghese.

“Condanniamo con forza l’azione illegale delle autorità turche – ha commentato il ministero degli Esteri di Mosca – Questo comportamento nei confronti dei media è del tutto inaccettabile”. Buzaladze ha spiegato che i problemi con le autorità turche sono cominciati una volta arrivati sul confine, mentre non ce n’erano stati mentre lavoravano a Istanbul e Ankara. Ma non appena si sono avvicinati al confine turco-siriano per fare alcune riprese, sono stati “bloccati dalle forze di sicurezza turche, senza neanche avere il tempo di tirare fuori la telecamera”, ha spiegato il reporter. “Ci hanno preso i documenti – ha continuato – ci hanno portati in commissariato, ci hanno fotografati e hanno preso le nostre impronte, ci hanno portati dai medici per verificare il nostro stato di salute”.

Quindi la troupe russa è stata avvertita dell’imminente deportazione, senza ricevere spiegazioni sui motivi della misura. “Le autorità turche – ha affermato il ministero russo degli Esteri – si sono rifiutate di dare spiegazioni alla nostra ambasciata. Se ne ricava l’impressione che Ankara abbia paura che i corrispondenti di ‘Rossiya 1 Tv’ possano aver fatto scoperte su attività illegali sul confine, che il governo turco preferisce mantenere nascoste”. La scorsa settimana, la Russia ha accusato il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e la sua famiglia di essere direttamente coinvolti nel traffico del petrolio dell’Is dalla Siria. La tensione tra i due paesi è alle stelle da quando, il 24 novembre scorso, F-16 turchi hanno abbattuto un jet russo sul confine con la Siria.

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