GIUBILEO DELLA MISERICORDIA, BERGOGLIO: “LA CHIESA HA BISOGNO DI QUESTO MOMENTO STRAORDINARIO” Oggi a San Pietro la prima udienza del mercoledì, dopo l'apertura della Porta Santa

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All’udienza generale di oggi il Papa ha svolto la sua catechesi sul significato dell’Anno Santo della Misericordia iniziato ieri con l’apertura della Porta Santa in San Pietro. “Ieri – ha esordito Francesco – ho aperto qui, nella Basilica di San Pietro, la Porta Santa del Giubileo della Misericordia, dopo averla aperta già nella Cattedrale di Bangui, in Centrafrica. Oggi vorrei riflettere insieme a voi sul significato di questo Anno Santo, rispondendo alla domanda: ma perché un Giubileo della Misericordia? Cosa significa questo?”.

“La Chiesa – ha spiegato – ha bisogno di questo momento straordinario” perché, in tempi di cambiamenti come quello attuale, la Sposa di Cristo è chiamata ad offrire il suo contributo rendendo visibili i segni della presenza di Dio: “Il Giubileo è un tempo favorevole per tutti noi, perché contemplando la Divina Misericordia, che supera ogni limite umano e risplende sull’oscurità del peccato, possiamo diventare testimoni più convinti ed efficaci”.

Volgere lo sguardo a Dio, Padre misericordioso, e dunque ai fratelli bisognosi, significa guardare al contenuto essenziale del Vangelo: Gesù, la “Misericordia fatta carne” che rende visibile ai nostri occhi il grande mistero dell’Amore trinitario di Dio. Un “Anno Santo”, dunque, per vivere la misericordia di Dio in prima persona: “questo Anno Santo ci è offerto per sperimentare nella nostra vita il tocco dolce e soave del perdono di Dio”. Un momento privilegiato perché la Chiesa impari a scegliere unicamente “ciò che a Dio piace di più: perdonare i suoi figli, aver misericordia di loro, affinché anch’essi possano a loro volta perdonare i fratelli, risplendendo come fiaccole della misericordia di Dio nel mondo”.

Sul perdono, a braccio, il Papa ha aggiunto: “Sant’Ambrogio in un libro di teologia prende la storia della creazione del mondo e dice che Dio ogni giorno, dopo aver fatto una cosa – la luna, il sole o gli animali – dice: ‘Ed io vidi che questo era buono’. Ma quando ha fatto l’uomo e la donna, la Bibbia dice: ‘Vidi che questo era molto buono’. Sant’Ambrogio si domanda: ‘Ma perché dice molto buono?’. Perché Dio è tanto contento dopo la creazione dell’uomo e della donna? Perché alla fine aveva qualcuno da perdonare”.

Anche il rinnovamento in atto delle secolari strutture ecclesiali sarà vana senza misericordia, avverte il Santo Padre, perché “diventeremmo schiavi delle nostre istituzioni e delle nostre strutture, per quanto rinnovate possano essere”. Inoltre, la misericordia può contribuire realmente all’edificazione di un mondo più umano, specialmente “in questi nostri tempi, in cui il perdono è un ospite raro negli ambiti della vita umana”. Nonostante ci siano bisogni urgenti, bisogna tenere conto che, alla radice dell’attuale “oblio della misericordia”, per Francesco c’è “sempre l’amor proprio” che, nel mondo, “prende la forma della ricerca esclusiva dei propri interessi, di piaceri e onori uniti al voler accumulare ricchezze, mentre nella vita dei cristiani si traveste spesso di ipocrisia e di mondanità”. Tutte queste cose sono contrarie alla misericordia, prosegue: “I moti dell’amor proprio, che rendono straniera la misericordia nel mondo, sono talmente tanti e numerosi che spesso non siamo più neppure in grado di riconoscerli come limiti e come peccato. Ecco perché è necessario riconoscere di essere peccatori, per rafforzare in noi la certezza della misericordia divina”.

E a braccio ha aggiunto: “Signore, io sono un peccatore…È una preghiera facile da dire tutti i giorni: ‘Signore, io sono un peccatore, vieni con la tua misericordia’”. Quindi ha concluso: “Cari fratelli e sorelle, mi auguro che, in questo Anno Santo, ognuno di noi faccia esperienza della misericordia di Dio, per essere testimoni di ‘ciò che a Lui piace di più’. È da ingenui credere che questo possa cambiare il mondo? Sì, umanamente parlando è da folli, ma «ciò che è stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e ciò che è debolezza di Dio è più forte degli uomini». Grazie”.

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