USA, NUOVE FRASI CHOC DI TRUMP. LA CASA BIANCA: “NON PUO’ FARE IL PRESIDENTE” Il "re" del mattone newyorkese ha chiesto agli Stati Uniti di considerare di chiudere internet e social media in quando diffondono online e di vietare ai musulmani di entrare nel Paese

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Donald Trump, ancora una volta, è riuscito a suscitare un ciclone di polemiche con alcune delle sue dichiarazioni. Ma questa volta le reazioni durissime non arrivano solo dagli Usa, ma anche da alcuni dei leader europei. Il “re del mattone” newyorkese, in un comizio in South Carolina, è tornato ancora una volta a palesare la sua contrarietà alle politiche migratorie e ha chiesto che gli Stati Uniti vietino l’ingresso ai musulmani. Inoltre Trump ha anche chiesto che all’interno del Paese sia considerata l’idea di “Chiudere” internet e tutti i social: questo servirebbe come misura per arginare la diffusione degli estremisti online.

Il candidato alle presidenziali del 2016 del Grand Old Party – già noto per le sue dichiarazioni per le quali era stato definito “controverso” – questa volta, è stato letteralmente subissato da pesanti critiche. Il portavoce della Casa Bianca, Josh Earnest ha bollato Trump come “un imbonitore carnevalesco, dai capelli finti”, la cui campagna elettorale è da “cestino della storia”. Tutto questo dopo aver dichiarato che ciò che ha detto il miliardario “lo esclude dal poter rivestire il ruolo di presidente”.

Anche due europei leader come il premier francese, Manuel Valls, e quello britannico, David Cameron hanno stigmatizzato le sue dichiarazioni. Il primo ha twittato: “Trump, come altri, alimenta l’odio: il nostro unico nemico è l’islamismo radicale”. Anche il portavoce del governo di Londra ha attaccato l’intervento di Trump: “Inutile e semplicemente dannoso”. Mentre il sindaco di Londra Boris Johnson ha reagito con irritazione alle critiche rivolte dal magnate alla capitale londinese e alla sua polizia. La paura che anche in vista delle presidenziali americane del 2016 ci possa essere un “effetto Le Pen” comincia a serpeggiare non solo negli Usa ma anche nel Vecchio Continente.

Ma anche gli stessi repubblicani – e rivali di Trump – hanno condannato le dichiarazioni del magnate della Grande Mela: tutti hanno sottolineato che “non sono questi i valori dell’America”, che le sue proposte sono “anticostituzionali”. L’ex vicepresidente Dick Cheney torna a farsi sentire ricordando che “la libertà religiosa è una parte importante della nostra storia”. Ma la voce più autorevole di tutte che scuote il Grand Old Party, è lo speaker della camera Paul Ryan, la massima carica istituzionale al Congresso dominato dai repubblicani, che sottolinea: “Questo non è conservatorismo. Questa proposta non rappresenta i valori del nostro partito e i valori di questo Paese”.

Anche i media si sono scatenati contro il “controverso” candidato alla presidenza Usa e ognuno a suo modo ha messo in guardia i lettori dal “pericolo Trump”: dal tabloid Philadelphia Daily News che paragona Donald Trump ad Hitler (ma lui replica “non mi dà fastidio”), pubblicando in prima pagina una grande foto del candidato ritratto con la mano alzata in un’immagine che evoca il saluto nazista e il titolo “The New Furor”, al New York Times che lo definisce “un bigotto senza esperienza in politica estera”. Fino al New Yorker che titola un editoriale “Donald Trump è il nuovo Le Pen”.

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