IRACHENO ARRESTATO A BARI, AVEVA SCRITTO LETTERE PRO JIHAD L'uomo è finito in manette nell'ambito di un'indagine della Dda iniziata lo scorso febbraio

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Majid Muhamad, un cittadino iracheno, è stato arrestato a Bari nell’ambito di un indagine della Dda sul terrorismo internazionale. L’uomo era in possesso di lettere jihadiste ed è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. L’inchiesta è iniziata lo scorso febbraio quando gli agenti della Digos del capoluogo pugliese hanno eseguito una perquisizione domiciliare in un appartamento del quartiere Libertà, dovev vivevano 14 persone di nazionalità irachena e iraniana, tutte con regolare permesso di soggiorno o richiedenti asilo. Fra loro anche Muhamad, trovato in possesso di un quaderno con copertina rossa, su cui appariva evidenziato il nome di Bassam Ayachi (l’imam del Belgio assolto alcuni anni fa dalla Corte di Appello di Bari dopo essere stato arrestato, processato e condannato in primo grado per terrorismo internazionale).

Majid probabilmente aveva conosciuto Ayachi durante la detenzione nel carcere di Benevento. Gli agenti trovarono anche numerose cartoline postali, sul cui retro erano riportate, scritte con penna biro, frasi in lingua araba. Si tratterebbe di messaggi scambiati con altri detenuti negli anni della sua carcerazione, tutti accusati di reati di terrorismo internazionale. “Fratello prediletto Abu Abd Rahman – è scritto in una cartolina – grazie a Dio io sto bene, sia Lode a te Dio Onnipotente che ci guidi. Mi pento verso di lui e chiedo una vita felice, la morte dei martiri e la vittoria sui nemici”. In un altro messaggio è menzionato l’Isis, “in un momento storico in cui, in realtà – sottolineano gli inquirenti baresi – la denominazione Isis non ancora contraddistingueva i seguaci del cosiddetto “Stato Islamico”, perlomeno nei resoconti di cronaca di quel periodo (giugno 2011). Infatti, l’unico riferimento a una possibile notizia che riguardasse l’Isis nel giugno del 2011, reperito da fonti aperte, è quello relativo all’inizio della rivolta armata in Siria”.

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