VENEZUELA: DISFATTA DI MADURO ALLE PARLAMENTARI, CHAVISMO AL TRAMONTO Il Partito Socialista Unico conquista solo 46 seggi contro i 99 del Mud. Il presidente ammette la sconfitta

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Le elezioni parlamentari in Venezuela si concludono con la prima disfatta del Partito Socialista Unico del presidente Nicolas Maduro che si ferma a 46 seggi contro i 99 conquistati dalla Tavola per l’Unità democratica (Mud). Una Waterloo che, secondo gli analisti, potrebbe segnare la fine del chavismo. “Col nostro senso della morale, con la nostra etica, siamo venuti qui per riconoscere dei risultati avversi, per accettarli e per dire al Venezuela che la costituzione e la democrazia hanno trionfato” ha detto Maduro parlando alla nazione.

Il Mud è una coalizione molto disomogenea composta da circa una trentina di partiti che in comune avevano – e hanno – soltanto un obiettivo: sconfiggere il chavismo. La sua storia del è recente. Per quanto esistente di fatto già dal 2006, lo schieramento è stato creato ufficialmente nel 2009. Al suo interno formazioni politiche che vanno dalla sinistra moderata all’estrema destra e una forte tensione tra moderati e radicali.

L’ala radicale del Mud è guidata da Leopoldo Lopez, condannato a settembre a 14 anni di carcere per incitazione alla violenza. Gli altri due leader radicali sono il sindaco (destituito) di Caracas, Antonio Ledezma (in carcere per aver complottato contro il presidente) e l’ex deputato Maria Corina Machado, la cui candidatura è stata bloccata dal consiglio elettorale. L’ala moderata è capitanata da Henrique Capriles, governatore dello Stato di Miranda, due volte candidato presidenziale già sconfitto di stretta misura da maduro nel 2013.

Proprio il voto presidenziale del 2013 ha segnato una svolta politica importante per il Mud che sino ad allora aveva avuto una presenza minore nella vita politica del paese. Complice la crisi econoica mondiale, la caduta del prezzo del petrolio, il crescente malcontento popolare, il Mud ha visto crescere la sua popolarità mentre quella del presidente Maduro era in caduta libera. Resta da capire cosa farà ora questa composita e variegata coalizione.

Come fa notare uno specialista di america Latina dell’Institut de relations internationales et stratégiques (Iris), Jean-Jacques Kourliandsky, “ciò che unisce questa opposizione è il rifiuto del potere, a di là di questo poche cose li legano….ora viene la prova del nove. Per il Mud sarà molto difficile gestire il fatto di essere maggioranza in parlamento nonchè la coabitazione con il presidente”.

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