IL SANTO PADRE ALL’ANGELUS: “FARE OGNI SFORZO CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI” Nel consueto appuntamento domenicale Francesco augura ai fedeli una buona preparazione per l’imminente inizio dell’Anno della Misericordia

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“Per il bene della casa comune, di tutti noi e delle future generazioni, a Parigi ogni sforzo dovrebbe essere rivolto ad attenuare gli impatti dei cambiamenti climatici e, nello stesso tempo, a contrastare la povertà e far fiorire la dignità umana”. Lo ha detto Papa Francesco nel corso dell’Angelus della seconda domenica di Avvento a piazza San Pietro. Il Pontefice, all’inizio della meditazione, ha spiegato che il bisogno di conversione riguarda innanzitutto i cristiani, non solo “chi da ateo diventa credente, da peccatore si fa giusto”. “È vero – ha domandato – che sentiamo come sente Gesù? Per esempio, quando subiamo qualche torto o qualche affronto, riusciamo a reagire senza animosità e a perdonare di cuore chi ci chiede scusa? È difficile perdonare, eh! Quanto è difficile! ‘Me la pagherai’, questa parola viene da dentro!”.

Ognuno di noi, ha osservato, “è chiamato a far conoscere Gesù a quanti ancora non lo conoscono. Ma questo non è fare proselitismo, ma aprire una porta”. “Se a noi il Signore Gesù ha cambiato la vita – ha continuato – come non sentire la passione di farlo conoscere a quanti incontriamo al lavoro, a scuola, nel condominio, in ospedale, nei luoghi di ritrovo? Se ci guardiamo intorno, troviamo persone che sarebbero disponibili a cominciare o a ricominciare un cammino di fede, se incontrassero dei cristiani innamorati di Gesù”. Riguardo ai lavori della Conferenza sul clima in corso a Parigi, ha menzionato quanto scritto nella sua Enciclica Laudato si’: “Che tipo di mondo desideriamo trasmettere a coloro che verranno dopo di noi, ai bambini che stanno crescendo?”.

Ha rievocato, inoltre, il cinquantesimo anniversario della Dichiarazione comune del Papa Paolo VI e del Patriarca Ecumenico Atenagora in cui venivano cancellate dalla memoria le sentenze di scomunica scambiate tra la Chiesa di Roma e quella di Costantinopoli nel 1054. “Storico gesto di riconciliazione, che ha creato le condizioni per un nuovo dialogo tra ortodossi e cattolici nell’amore e nella verità”, lo ha definito. Infine ha ricordato la proclamazione – avvenuta ieri in Perù – di Michele Tomaszek e Zbigniew Strzałkowski, francescani conventuali, e Alessandro Dordi, sacerdote fidei donum, uccisi in odio alla fede nel 1991. “La fedeltà di questi martiri nel seguire Gesù – ha soggiunto – dia la forza a tutti noi, ma specialmente ai cristiani perseguitati in diverse parti del mondo, di testimoniare con coraggio il Vangelo”. Ha concluso il consueto appuntamento domenicale augurando ai fedeli “una buona preparazione per l’inizio dell’Anno della Misericordia”.

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