AFGHANISTAN, MANSOUR: “NON MI HANNO UCCISO”. MA IL GIALLO RESTA Diffusa una registrazione del mullah talebano: "La mia morte è stata inventata dal nemico". Ma per i suoi avversari è un fake

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mullah mansour

“Non è vero che sia stato ferito o ucciso”. A parlare sarebbe il Mullah Mansour, successore di Omar alla guida dei talebani, che avrebbe diffuso una propria registrazione di 16 minuti per smentire la notizia, circolata nei giorni scorsi, della sua morte per mano di una frangia nemica dello stesso gruppo fondamentalista. “Si tratta – ha proseguito la voce – di propaganda nemica. Non vado a Kuchlak da anni”. E’ questo il nome della città pakistana dove, secondo chi ha diffuso la voce dell’uccisione, sarebbe avvenuta la lite poi sfociata in sparatoria tra talebani.

Mansour è stato dichiarato capo del movimento afghano il 31 luglio scorso al termine di un braccio di ferro con gli uomini del Mullah Mohamed Rasool, che lo scorso mese hanno dato vita a una formazione scissionista, la prima separazione formale nella storia della milizia talebana. Con una conseguente faida: il vice di Rasool, Mullah Dadullah, è stato ucciso lo scorso mese dai fedelissimi di Mansour. Ieri erano stati gli stessi pretoriani del nuovo leader a far sapere che, nel giro di qualche ora, sarebbe stata diffusa la registrazione. Resta da capire se l’audio sia vero o un fake diffuso per scoraggiare le fronde ostili e lo stesso governo di Kabul che speravano nella morte di Mansour.

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