“THE BASSARIDS”, LA TRAGEDIA DEI CONTRASTI Martone apre stagione al Teatro dell'Opera di Roma e vince la sfida del debutto

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Travolge la mente Mario Martone con la sua versione di “The Bassarids”, un nuovo allestimento del capolavoro di Hans Werner Henze, su testo dei poeti W.H. Auden e C. Kallman, tratto da “Le Baccanti” di Euripide, che resterà in scena fino al 10 dicembre al Teatro dell’Opera di Roma. Sensuale e ambigua nella sua ebbrezza, quest’opera condensata in un atto unico, ha messo il regista napoletano ancora una volta faccia a faccia con la tragedia greca, dopo averla indagata già con Edipo Re ed Edipo a Colono.

In “The Bassarids”, che vede alla direzione dell’orchestra il Maestro Stefan Soltesz, lo scontro tra il dio Dioniso e il re di Tebe Penteo diventa lo strumento per rappresentare l’eterna lotta tra ragione e irrazionalità, tra regole e sentimento. Elemento chiave è lo specchio che riflette ogni cosa, in una continua fusione tra due modi di vedere le cose: una reale e l’altra mediata. Il dio che arriva a liberare gli istinti dà prova di una crudeltà inaudita, mentre il re, che con le sue leggi limita ogni libertà, sarà destinato a soccombere sotto il peso di un destino violento proprio perché ha scelto di “vedere” le cose cos come sono.

Ed è sul contrasto tra impulso e volontà che si snoda la drammaticità di questa tragedia, un’opera visivamente efficace, ricca di suggestioni e conflitti emotivi, e sullo sfondo il fumo e fiaccole dell’antica Grecia accese. Quest’opera non può risolversi offrendo la consolazione di una catarsi: può dare solo la certezza del dubbio e della complessità. Una struttura di cui lo specchio diviene emblema, sulla scena e anche nella partitura, difficilissima sia per l’orchestra che per il coro, perché “presenta grandi differenziazioni, passando da una grande forza sonora a sonorità quasi cameristiche”, ha spiegato Soltesz.

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