Ora di religione, facciamo chiarezza

568
  • English
ferrari

Nei mesi scorsi si è riaccesa la discussione in merito all’ora di religione nelle scuole italiane. I dati rilevati dal Servizio nazionale per l’insegnamento della religione cattolica della CEI1 l’88 % degli iscritti alle scuole statali ha scelto di avvalersi di tale insegnamento. Sembra dunque che, all’inizio dell’anno scolastico, si cerchi di far leva su quell’atteggiamento un po’ polemico, che va sempre più caratterizzando la nostra società italiana, per screditare nell’opinione pubblica la valenza della cosiddetta “ora di religione”.

Ma di cosa si tratta? Questo insegnamento, denominato in sintesi IRC, è presente nei curricula della scuola italiana in virtù del Concordato Lateranense del 1929, recepito dall’art. 7 della Costituzione Italiana e modificato dall’Accordo di Revisione del 1984. A questi fecero seguito l’intesa tra MPI2 CEI del 1985 e la più recente Intesa del 2012 tra MIUR e CEI, che ha ridefinito indicazioni didattiche, modalità organizzative, criteri per la scelta dei libri di testo e profili di qualificazione professionale degli insegnanti.

Come ha riconosciuto anche don Daniele Saottini, Responsabile del Servizio nazionale per l’IRC, intervistato da Adriana Masotti per Radio Vaticana, è certamente in aumento, in Italia, il numero di studenti che hanno scelto di non avvalersi dell’IRC: il quotidiano Repubblica, riporta che «i dati sull’adesione alle lezioni degli specialisti della Curia variano molto. Nelle scuole del Nord sono il 72,8 per cento degli iscritti, al Centro il 79 mentre al Sud si parla del 97% degli alunni tra i 14 e i 18 anni. (…) Per non discriminare nessuno, – prosegue Tiziana de Giorgio di Repubblica – allo storico istituto tecnico Aldini Valeriani di Bologna su 85 classi ce ne sono 74 dove non si arriva oltre i quattro nomi sul registro del docente di religione cattolica. In molti casi sono lezioni tête-à-tête.

“Ogni anno chiediamo di evitare questo spreco – precisa il preside Salvatore Grillo – ma la Curia non lo permette”». Mentre la “Ricerca su attività alternative alla religione cattolica nelle scuole bolognesi” condotta dal Circolo di Bologna dell’UAAR e pubblicata il 23 settembre scorso, asserisce che «la stessa rilevazione Cei, accettata acriticamente dai mezzi di informazione, è comunque parziale (86,6% della popolazione studentesca, annuario 2014) e condotta tramite le diocesi disponibili (l’87%, annuario 2014), non attraverso dati messi pubblicamente a disposizione dalle scuole».

Nonostante l’utilità delle statistiche, riteniamo sia più utile ragionare sulla valenza dell’IRC a partire da ciò che riguarda in concreto l’ora di religione. Per molti versi si tratta dell’unica possibilità per tanti ragazzi di avvicinarsi e confrontarsi con temi, principi e valori della cultura religiosa e che fanno parte del patrimonio storico, culturale e civile del popolo italiano e che sono loro offerti da persone alle quali, oggi, sono richieste una approfondita preparazione specifica e una concreta testimonianza di vita. Tali insegnanti sono individuati dalla Curia diocesana e proposti alla scuola che, d’intesa con l’Ordinario diocesano, stipula con loro il contratto. Ma questo, ossia i motivi di una sana opportunità culturale, sarà oggetto di un prossimo intervento…

Avviso: le pubblicità che appaiono in pagina sono gestite automaticamente da Google. Pur avendo messo tutti i filtri necessari, potrebbe capitare di trovare qualche banner che desta perplessità. Nel caso, anche se non dipende dalla nostra volontà, ce ne scusiamo con i lettori.

1 COMMENT

  1. CURIOSO L’ARTICOLO SULL’IRC. HO ESPERIENZA DIRETTA PER AVERCI INSEGNATO, CHE MOLTI DEGLI INSEGNANTI IRC RECLUTATI DALLE DIOCESI HANNO UNA FORMAZIONE POCO CATTOLICA E MOLTO MARXISTA, FORSE NELLE NOSTRE SCUOLE QUESTI DOCENTI DOVREBBERO PROMUOVERE IN OCCASIONE DELLE FESTE DELLA NOSTRA TRADIZIONE POPOLARE ANCHE LA PREPARAZIONE DEL PRESEPE COME MEZZO DI COMUNICAZIONE SOCIALE, A PRESCINDERE DALL’ASPETTO RELIGIOSO, SOLO PER FAR CONOSCERE COME MAI TANTA ARTE E TANTI ARTISTI SI SIANO CIMENTATI CON QUESTO EVENTO STORICO.

LEAVE A REPLY