COP21, L’OMS: “I CAMBIAMENTI CLIMATICI UCCIDERANNO 250 MILA PERSONE L’ANNO” A Le Bourget si continua a lavorare sulla bozza di accordo. Bloomberg a capo della task force sui rischi finanziari del clima

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A Le Bourget si continua a lavorare per arrivare a una bozza d’accordo sulla quale, a partire dalla prossima settimana, si inizierà a lavorare sul piano ministeriale. Nel frattempo una serie di iniziative ha scandito la sesta giornata della Conferenza sul Clima in scena a Parigi. Vediamo quali sono.

I SINDACI: ENTRO IL 2050 UN MONDO GUIDATO DALLE RINNOVABILI – Nel summit dei sindaci riuniti a Parigi in concomitanza della conferenza sul clima cop21 su iniziativa del sindaco della capitale francese Anne Hidalgo e dell’ex sindaco di New Yor Michael Bloomberg, è stato evocato il sogno “ambizioso” di un mondo alimentato al 100% dalle energie rinnovabili da qui al 2050. Gli amministratori locali, in rappresentanza di 600 milioni di persone, dovrebbero votare anche l’obbiettivo di ridurre di 3,7 gigatonnellate le emissioni annuali di gas a effetto serra nelle zone urbane da qui al 2030. Presentando l’incontro, la Hildago ha espresso la speranza che il summit dei sindaci non solo “rafforzi” l’accordo che auspicabilmente sarà firmato dagli stati nella conferenza cop21 ma “possa anche andare più oltre….”.

BLOOMBERG A CAPO TASK FORCE SU RISCHI FINANZIARI CLIMA – L’ex sindaco di New York, il miliardario Usa Michael Bloomberg, condurrà un’iniziativa senza precedenti per consentire alle aziende di tutto il mondo di rendere pubblici i rischi dall’esposizione finanziaria al cambiamento climatico. Gli esperti climatici avvertono di gravi conseguenze finanziarie se l’umanità non riuscirà a limitare le emissioni di gas serra, precipitando la terra verso un futuro di aumento dei livelli degli oceani, inondazioni, uragani e siccità killer. Il Financial Stability Board di Basilea, autorità di sorveglianza nata nel 2008 per evitare il ripetersi di una crisi finanziaria come quella scatenata dal fallimento di Lehman Brothers, ha annunciato che metterà a punto le linee guida che consentiranno alle società di rivelare i rischi per i loro conti derivanti dal clima. Una task force, lanciata ai margini della conferenza Onu sul clima dove 195 Paesi negoziano un’intesa per salvare il clima, mira a far sì che le società di tutto il mondo diano agli investitori informazioni chiare e affidabili sui rischi che corrono per il riscaldamento globale

OMS: CAMBIAMENTI CLIMATICI FARANNO 250MILA VITTIME L’ANNO – Alla COP21 di Parigi l`Organizzazione Mondiale della Sanità interviene sulle conseguenze che i cambiamenti climatici possono avere sulla salute della popolazione mondiale, con particolare riferimento ai soggetti piú deboli della popolazione inclusi donne, bambini e anziani. Flavia Bustreo, Vice Direttore Generale Oms: “La salute è un elemento centrale e imprescindibile del dibattito in corso, ridurre le emissioni significa ridurre l`incidenza di malattie e la mortalità dovuta all`inquinamento”. A causa del loro impatto sulla salute, i cambiamenti climatici provocheranno nel mondo fino a 250 mila morti in più ogni anno tra il 2030 al 2050. Nel lungo periodo i rischi indiretti per la salute delle persone saranno superiori alle dirette conseguenze di disastri naturali come alluvioni, inondazioni o incendi. Il deterioramento delle condizioni igieniche, il limitato accesso all`acqua potabile e l`interruzione dell`accesso ai servizi sanitari, la diminuzione della produzione di cibo nelle regioni più povere, aumenteranno la diffusione di malnutrizione, diarrea, malaria e altre malattie prevenibili. È l`allarme lanciato alla COP21, la conferenza sul clima in corso a Parigi, dall`Organizzazione Mondiale della Sanità, secondo cui i soli costi sanitari diretti arriveranno tra 15 anni a 4 miliardi di dollari l’anno. Per l`OMS la protezione della salute deve essere una priorità nell`impegno globale contro i cambiamenti climatici.

GREENPEACE A MODI: INDIA PUÒ AVERE RUOLO EROICO ALLA COP21 – “L’India può avere un ruolo eroico ai negoziati di Parigi”, ne è convinto Kumi Naidoo, direttore esecutivo di Greenpeace International che ha pubblicato una lettera aperta rivolta al premier indiano Modi esprimendo solidarietà a coloro che sono stati colpiti dalle inondazioni nel Chennai. Gli esperti e i media hanno identificato l’India come il possibile elemento di disturbo o addirittura che mette il bastone tra le ruote a un possibile accordo alla Conferenza di Parigi. Ma Kumi Naidoo rifiuta questo quadro: “Il cambiamento climatico non è stato creato in India, ma il prezzo viene pagato dall’India. Adesso le basi di una soluzione possono essere decise dall’India?”. “Greenpeace e la società civile sono al fianco dell’India nel chiedere la responsabilità dei principali inquinatori. Riconosciamo che i Paesi ricchi non stanno ancora facendo abbastanza. Ma se l’India si muova, forzando i Paesi ricchi a muoversi di conseguenza nel processo, allora non soltanto un attivista come me sarà grato, ma miliardi di persone che non sono ancora nate”. Nella sua lettera Naidoo chiede al premier Modi di considerare la possibilità di un obiettivo per il 100% di energie rinnovabili per tutti entro il 2050 per tenere l’aumento delle temperature sotto 1,5 gradi.

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