SVOLTA ELETTRICA, COME CAMBIA LA BOLLETTA DELLA LUCE Dal 2016 si pagherà in base al reale consumo. Recepita la direttiva europea sull'efficienza

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Dal 2016 pagheremo in base al consumo effettivo di elettricità. Questa la principale novità introdotta dalla riforma delle tariffe della luce che, a partire dal primo gennaio e con gradualità nell’arco di tre anni, interesserà 30 milioni di utenti italiani. Una rivoluzione che, sottolinea l’Autorità per l’energia (che ha il compito di attuarla), ha come principali obiettivi: sostenere la diffusione di consumi efficienti oggi penalizzati da costi eccessivi, semplificare e rendere più trasparente la bolletta, rendere quello che paghiamo più equo e realmente aderente ai costi dei servizi di rete. Una svolta che viene annunciata proprio nel giorno in cui l’Antitrust ha deliberato sanzioni per oltre 6 milioni di euro a 7 imprese (Enel Energia, Eni, Acea Energia, Hera Comm, GdF Suez Energie, Green Network e Beetwin) del settore luce e gas per attivazione di forniture non richieste.

La riforma delle tariffe, che recepisce una direttiva Ue sull’efficienza energetica e ci allinea agli altri Paesi europei, mira a superare gradualmente l’attuale struttura progressiva delle tariffe di rete e per gli oneri generali di sistema (le uniche due voci ancora rimaste progressive): un sistema di sussidi incrociati in cui chi consuma di più, a parità di costi paga anche qualcosa per chi consuma di meno, introdotto circa quarant’anni fa a seguito degli shock petroliferi degli anni Settanta.

Oggi però il contesto sociale ed economico è completamente mutato e questo ha reso necessaria la riforma, che giunge al termine di un articolato processo di consultazioni (una a febbraio e una a giugno). Dal primo gennaio 2018, cioè al termine del processo di riforma, la tariffa di rete e quella per gli oneri di sistema (oltre il 40% della bolletta) saranno uguali per tutti e per ogni livello di consumo: ogni utente cioè pagherà in modo equo per i servizi che utilizza e la gradualità permetterà di evitare eccessivi effetti per chi oggi con bassi consumi paga un po’ meno.

Per chi invece deve consumare di più, come le famiglie numerose e chi abita in aree non metanizzate, ci sarà invece una sostanziale riduzione del sovra-costo sopportato fino ad oggi. Per le famiglie bisognose, inoltre, l’Autorità ha previsto un “ammortizzatore” che annullerà ogni possibile effetto negativo: il bonus sociale di sconto, che con la riforma nel 2016 viene automaticamente potenziato dall’Authority, che ha anche sollecitato Governo e Parlamento a rafforzarlo portandolo dall’attuale 20% fino al 35% di spesa.

Con il superamento del vecchio sistema di scaglioni a costi differenziati, poi, anche le bollette risulteranno semplificate. La riforma, inoltre, dovrebbe dare un impulso all’uso di apparecchiature elettriche efficienti, come pompe di calore, auto elettriche o piastre a induzione, finora frenate dagli eccessivi costi di utilizzo per la progressività della tariffa: secondo l’Authority, infatti, queste apparecchiature elettriche potranno sostituire altre fonti energetiche molto meno rinnovabili come gas o gpl, portando ad un possibile ulteriore risparmio.

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