BIRMANIA: SAN SUU KYI INCONTRA IL PRESIDENTE USCENTE PER UNA “TRANSIZIONE PACIFICA” Il sistema politico birmano impone un lungo periodo di transizione tra le elezioni legislative e l'insediamento del nuovo governo

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Preparare una “transizione pacifica” del potere. E’ questo lo scopo dell’incontro che ha visto come protagonisti Aung San Suu Kyi e il presidente uscente della Birmania, Thein Sein. “Hanno discusso di come trasferire il potere al nuovo governo in modo pacifico. Tra le due parti, il colloquio è stato aperto e cordiale – ha detto il portavoce del presidente, Ye Htutal, termine dell’incontro – dalla nostra indipendenza nel 1948 non abbiamo mai sperimentato una transizione politica pacifica”.

Il sistema politico birmano, ereditato dalla giunta, impone un lungo periodo di transizione tra le elezioni legislative e l’insediamento del nuovo governo. Il presidente Thein Sein resterà in carica fino a marzo dopo che il nuovo parlamento, chiamato a eleggere il prossimo capo dello Stato, non non si sarà insediato a febbraio. Si tratta di un lasso di tempo che preoccupa il Paese che già nel 1990 aveva decretato la vittoria della Lega nazionale per la democrazia di Suu Kyi, poi ignorata dai militari.

Per non offendere i suoi avversari politici e aprire la strada a una transizione morbida, Aung San Suu Kyi non ha organizzato un grande raduno per la vittoria ottenuta l’8 novembre scorso alle urne, con quasi l’80% dei voti conquistati, e ha subito sollecitato discussioni di “riconciliazione nazionale” con gli uomini chiave del regime. Oggi, infatti, incontrerà anche il capo dell’esercito, Min Aung Hlaing, dopo aver già incontrato, nei giorni scorsi, Shwe Mann, presidente della Camera bassa del parlamento.

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