TENSIONE SUL CONFINE SIRIANO, DALLA NATO SOLIDARIETA’ ALLA TURCHIA La North Atlantic Treaty Organization ribadisce "lo spirito di tutti per uno, 28 per 28" e che l’organizzazione internazionale "sta aumentando la difesa aerea" della Turchia "con misure di sicurezza supplementari"

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“La situazione lungo il confine sudorientale della Nato è altamente instabile. Ribadiamo che la sicurezza dell’Alleanza è indivisibile e che gli Alleati hanno una posizione di forte solidarietà con la Turchia, che sta affrontando molteplici sfide da sud inclusa la minaccia terroristica”. Questo l’incipit del documento dei ministri degli Esteri della Nato sulla Turchia. La North Atlantic Treaty Organization ribadisce “lo spirito di tutti per uno, 28 per 28” e che l’organizzazione internazionale “sta aumentando la difesa aerea” della Turchia “con misure di sicurezza supplementari”. Per la Nato “il conflitto in Siria può finire solo con una genuina soluzione politica” e, conseguentemente, chiede a tutte le parti “calma, diplomazia e de-escalation”.

A pesare sulla decisione dell’organizzazione, la recente tensione tra Mosca e Ankara scaturita dall’abbattimento di un jet russo da parte dell’esercito turco in territorio Siriano. Reclamando la presunta violazione del suo spazio aereo, la Turchia ha cecato sostegno politico appellandosi alla Nato che, ora, ha promesso di voler rafforzare la sicurezza al confine tra i due Paesi “Perché aumentino la loro capacità di difendersi da soli”, come spiegato dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg. Secondo alcuni funzionari Nato, i raid aerei russi in Siria stanno di fatto aiutando il regime di Bachar Al-Assad attaccando, invece che le postazioni Isis, i ribelli del regime siriano. Accuse respinte dal Cremlino che assicura di attaccare solo le postazioni del califfato.

Dopo l’attacco russo in Crimea contro l’Ucraina, la Russia non è più considerata un partner dell’alleanza atlantica. Ciononostante, nessuno si aspetta che venga dichiarata un nemico. La Nato deve ancora decidere in che modo relazionarsi con questo forte vicino e Stoltenberg, in merito, non nasconde un certo imbarazzo: “Stiamo ora riflettendo su come potremo sviluppare la nostra forza di dissuasione per adattare le nostre capacità militari difronte ad una Russia sempre più sicura di sé, una Russia che ha sviluppato moderne e sofisticate capacità militari”.

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