BOCCIATO IL PIANO PER COSTRUIRE UNA GUANTANAMO BIS NEGLI USA: E’ TROPPO COSTOSO La chiusura definitiva del campo di prigionia è una delle promesse che Obama vorrebbe realizzare prima della fine del suo secondo mandato, vale a dire entro novembre 2016

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Battuta d’arresto per la chiusura di Guantánamo, la enclave militare statunitense situata nell’isola di Cuba aperta all’indomani degli attentati alle torri gemelle per rinchiudere i terroristi. La chiusura definitiva del campo di prigionia è una delle promesse che Obama vorrebbe realizzare prima della fine del suo secondo mandato, vale a dire entro novembre 2016. Ma, paradossalmente, è stata proprio la Casa Bianca a bocciare l’ultimo piano presentato dal Pentagono perché giudicato eccessivamente oneroso per poterlo presentare al Congresso. Per chiudere il supercarcere nella Baia di Cuba e allestire negli Usa le adeguate strutture penitenziarie che possano accogliere i pochi detenuti rimasti, circa un centinaio, servirebbe infatti oltre mezzo miliardo di dollari, come riportato dal New York Times.

Il piano del Pentagono, appena bocciato dallo stesso Obama, era scaturito all’indomani della firma del presidente Usa alla controversa legge sul bilancio di 607 miliardi di dollari per la Difesa che conteneva, tra l’altro, il divieto al trasferimento degli ultimi detenuti di Guantánamo in territorio americano. “La legge include benefici vitali per il personale militare e le loro famiglie, autorizzazioni per facilitare le operazioni in corso nel mondo e importanti riforme sul sistema pensionistico militare. Tuttavia – aveva commentato Obama – sono profondamente deluso dal fallimento del Congresso nel prendere una decisione produttiva sulla chiusura di Guantánamo”. “Mantenere il carcere, anno dopo anno, non è coerente con i nostri interessi come nazione e mina la nostra posizione nel mondo”, aveva aggiunto. Ora il Pentagono è chiamato a varare un nuovo piano meno esoso da presentare al Congresso. Se i due rami dovessero bocciare nuovamente la proposta, il presidente avrebbe l’autorità per andare avanti da solo.

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