STRAGE NELLA SCUOLA DI PESHAWAR, IMPICCATI 4 TALEBANI IN PAKISTAN Quelle appena eseguite sono state le prime esecuzioni delle sei condanne a morte relative al massacro in un istituto per figli di militari compiuto dal gruppo estremista Tehreek-e-Taliban (Ttp)

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In Pakistan sono stati impiccati quattro militanti talebani condannati a morte per la strage nella scuola di Peshawar del dicembre 2014 che provocò la morte di 150 persone, in maggioranza bambini. Quelle appena eseguite sono state le prime esecuzioni delle sei condanne a morte relative al massacro in un istituto per figli di militari compiuto dal gruppo estremista Tehreek-e-Taliban (Ttp), i talebani del Pakistan. Una fonte della sicurezza locale ha riferito che le impiccagioni sono avvenute nel carcere di Kohat della città nord-occidentale. Martedì sera i giustiziati avevano avuto un ultimo incontro con le loro famiglie.

I quattro impiccati sono stati identificati come Maulvi Abdus Salam, Hazrat Ali, Mujeebur Rehman e Sabeel detto Yahya. Le impiccagioni sono state eseguite a poco meno di un anno dal primo anniversario della strage che cadrà il 16 dicembre. Il massacro nella Scuola pubblica dell’esercito sconvolse e indignò il Pakistan, già ferito da un decennio di violenze, e portò a un giro di vite nella lotta all’estremismo con l’istituzione di tribunali militari e il ripristino della pena di morte dopo una moratoria di sei anni.

Non si fermano intanto i raid aerei del governo pakistano diretti contro le postazioni talebane nell’area tribale del nord-ovest del Paese. Nello specifico, le incursioni si sono avute a Rajgal. Si tratta dell’area tribale semi-autonoma situata lungo il confine tra Pakistan e Afghanistan. I raid aerei, supportati da truppe di terra, hanno avuto come obiettivo i nascondigli dei gruppi ribelli di Lashkar-i-Islam e Tehreek-i-Taliban Pakistan. Almeno 17 militanti sono rimasti uccisi. L’azione militare degli ultimi giorni rientra nell’offensiva contro i ribelli lanciata nel mese ottobre del 2015, l’Operazione Khyber, che mira ad eliminare ogni forma di ribellione nell’area. In oltre un anno sono stati uccisi almeno 500 ribelli mentre altrettanti sono stati catturati, fanno sapere fonti governative.

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