RENZI: “NON E’ IN AGENDA UN INTERVENTO MILITARE IN LIBIA” Il premier: "La risposta al terrorismo non può essere solo securitaria. Presto un evento diplomatico a Roma"

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L’Italia non interverrà militarmente in Libia contro l’Isis, o, almeno, non ora. Lo ha assicurato il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, nel corso della presentazione del libro di Bruno Vespa “Donne d’Italia”. Il premier è ancora convinto che la via maestra per venire a capo della spinosa situazione politica nello Stato Nordafricano sia quella diplomatica. E a tal proposito non ha detto di non aver posto alcun veto alla scelta di Romano Prodi come inviato delle Nazioni Unite. “L’Onu di solito non manda persone della stessa nazionalità di paesi che abbiamo avuto un’esperienza coloniale – ha spiegato Renzi -. Di più: nel caso di specie cercavano di evitare di inviare una persona di primo livello che avesse avuto esperienze di governo. Questo è il motivo per cui si è scelto Bernardino Leon. Nessuno di noi ha nessun tipo di preclusione contro nessuno degli ex presidenti del consiglio italiani”.

La vera risposta italiana al terrorismo “non può essere solo securitaria: non lesineremo sforzi perché ci siano Carabinieri pagati meglio, mezzi più all’avanguardia, più intelligence e cybersecurity. Ma quella del terrorismo e’ una crisi enorme che durerà anni: la risposta la dai rivendicando i valori che hai nel tuo dna. Abbiamo secoli di storia a cui non intendiamo rinunciare”. Renzi ha ribadito che il suo governo ha restituito lustro all’Italia sul piano della politica estera. “Gli accordi sull’Iran li abbiamo fatti senza l’Italia, perché i governi precedenti non volevano stare a quel tavolo” mentre “oggi a Vienna (dove si discute del futuro della Siria, ndr) l’Italia c’è”. E ha annunciato che è sua intenzione organizzare a Roma un grande “evento diplomatico” come quello austriaco.

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