LIVORNO, CAOS A 5 STELLE: NOGARIN PERDE PEZZI SUL CASO RIFIUTI Il sindaco ha chiesto il concordato preventivo per l'Aamps. Tensioni e grida in aula, tre grillini votano contro

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A Livorno si consuma la prima crisi politica del Movimento 5 Stelle, alle prese con il governo di una grande città. Tutto nasce dalla decisione del sindaco Filippo Nogarin di chiedere il concordato preventivo, cioè una procedura concorsuale, per l’Aamps, azienda che gestisce la raccolta dei rifiuti nel capoluogo toscano. Il tutto a causa di una patata bollente finita tra le mani dell’amministrazione grillina: un debito da 42 milioni ereditato dalle precedenti amministrazioni. O almeno è questo che Nogarin sta cercando di far passare accusando il Pd di aver creato il buco di bilancio per difendersi dalla tempesta politica abbattutasi sulla sua giunta. La maggioranza, in un voto d’aula caratterizzato da grida, malori e sospensioni, ha retto per una sola preferenza. Contrari, fra l’altro, anche tre esponenti dello stesso M5s.

Al centro della vicenda c’è soprattutto la questione occupazionale: i circa 300 lavoratori di Aamps ed i 200 dell’indotto temono per il posto di lavoro, nonostante il sindaco abbia rassicurato sul mantenimento dei livelli occupazionali e anzi aperto alla possibilità di stabilizzare i circa 40 precari. I rifiuti restano a terra e i cassonetti traboccanti, mentre in campo scendono i leader nazionali ad accusare o difendere una delle poche esperienze di governo cittadino che vede impegnato il movimento fondato da Beppe Grillo e in consiglio comunale, convocato per dare il via libera alla procedura che porterebbe i libri della società in tribunale.

Una destinazione, quella dei libri contabili, che secondo Nogarin e gli M5s, sarebbe il vero terrore del Pd che ha governato a lungo la città: quei debiti, spiegano, sono stati creati dalle passate amministrazioni di centrosinistra e messi sotto il tappeto grazie all’intervento delle banche, mentre adesso intervenire significherebbe sacrificare buona parte delle finanze comunali. Il Pd respinge le accuse indicando gli amministratori M5s come “inadeguati”. “Chi si candida a governare deve farsi carico dei problemi della città a prescindere da chi li ha generati”, incalza il sottosegretario all’ambiente Silvia Velo. Dal centrodestra le responsabilità vengono ripartite in modo equanime: “M55 e Pd cercano di accusarsi a vicenda ma la verità è che sono corresponsabili insieme”, dice la deputata toscana di Forza Italia Deborah Bergamini, responsabile comunicazione del partito.

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